L'ok al bilancio è un record

PAVIA. Un record. Positivo per la giunta Albergati, s'intende, ma anche per l'intero consiglio comunale, maggioranze e opposizioni. Per la terza volta in quarant'anni, infatti, il Bilancio di previsione è stato approvato entro il 31 dicembre e, contro ogni previsione, è avvenuto con un dibattito consiliare intenso, non polemico, costruttivo. E il presidente dell'assemblea, Carlo Cinquini, ha formalmente ringraziato tutti i consiglieri comunali.
Segno di questa improvvisa disponibilità a far buona politica amministrativa, e non solo atti di forza da una parte e dall'altra, è stato anche il fatto che alla fine dei lavori, che si sono chiusi dopo le tre del mattino e dopo il classico «panettone e spumante» di mezzanotte, numerosi emendamenti al bilancio presentati del centrodestra sono stati accolti o trasformati in ordini del giorni.
Ma questo quadro idilliaco ha anche una ragione precisa: ossia il fatto che, dopo il bilancio (ribaltato l'ordine dei lavori), si doveva approvare la delibera di variante della destinazione d'uso del vecchio Santa Margherita, un atto sul quale la maggioranza dei consiglieri (di entrambi gli schieramenti politici) era sostanzialmente d'accordo. Insomma, una serie di circostanze hanno segnato una sera di consiglio comunale diversa dal solito.
Non sono mancate, comunque, le critiche da parte del centrodestra sia all'impostazione generale del bilancio, sia ad alcuni aspetti sostanziali. La Lega Nord, con il capogruppo Giampaolo Chirichelli, ha contestato la mancanza di una «prova concreta» dell'utile di Asm SpA, Maurizio Niutta ha a sua volta messo l'accento sull'assenza del bilancio di Line SpA, società partecipata dal Comune di Pavia tramite Asm.
E veniamo agli ementamenti. Il Carroccio ha strappato un impegno della giunta a finanziare i settori produttivi, come ad esempio l'agricoltura, con 100mila euro, oltre ad ottenere finanziamenti aggiuntivi per alcuni interventi a sostegno dello sport (relativi al sostegno dei disabili). Sandro Bruni (Forza Italia) ha visto invece accolti due sui emendamenti, uno sull'illuminazione del Ponte della Libertà, l'altro (trasformato in ordine del giorno) sul sostegno economico (25mila euro) alle famiglie delle famiglie degli operai ex-Necchi. Ok (seppure per un solo voto), all'emendamento di Vincenzo Vigna (Nuovo Ulivo) sulla conversione a metano o Gpl degli autoveicoli e quello di Vittorio Pozzi (Nuovo Ulivo) su San Marino.
Prima di tornare ancora alle questioni di bilancio, va ricordato che all'inizio dei lavori del consiglio comunale il presidente della Commissione territorio, Alberto Artuso, ha affrontato il tema del Piano regolatore e del Parco della Vernavola. Il consigliere ha ribadito le critiche a come, in passato, era stato elaborata la prima versione delle Norme tecniche di attuazione (in contrasto con una precisa sentenza della Corte Costituzionale relativa ai vincoli per le aree a parco), ma anche difeso la soluzione adottata con la delibera approvata dal consiglio comunale il 19 novembre scorso.
E torniamo al bilancio. Un atto certamente di programmazione politico-finanziaria, già ampiamente discusso e analizzato, che ha ovviamente anche una valenza elettorale. Ad ammetterlo è lo stesso assessore Francesco Adenti: «Si, questo bilancio assume particolari significati. Prima di tutto perché tra pochi mesi si concluderà l'attuale mandato amministrativo ed i cittadini pavesi saranno chiamati ad esprimere un giudizio sull'operato di questa amministrazione e a manifestare la loro preferenza per il futuro governo della città. Ma non è, questo, l'unico elemento 'particolare" di questo bilancio. Altro elemento significativo che va tenuto presente è la legge finanziaria ancora in discussione in Parlamento e che, a giudizio unanime dell'Anci, è ancora una volta punitiva nei confronti degli enti locali, con scelte centraliste e prive del necessario confronto e concertazione con il sistema delle autonomie locali, oberate di nuovi vincoli, forme di controllo, limitazioni sempre maggiori e mancati trasferimenti per i servizi appunto trasferiti». Adenti, comunque, sostiene che a fronte di queste difficoltà, il Comune di Pavia ha comunque incrementato le riserse a sostegno delle persone: «Il Mezzabarba si è accollato un maggiore onere da coprire con risorse proprie nell'ambito di una scelta politica, forte e condivisa che ha caratterizzato l'azione della maggioranza di centrosinistra che ha governato la città in questi anni: basti pensare che le spese sociali, solo nell'ultimo triennio, sono aumentate del 12,31 per cento, pari a oltre un milione e mezzo di euro». Oltre al fatto, conclude Adenti, «che tariffe e tributi nel 2005 resteranno invariati e in alcuni casi registreranno delle diminuzioni». (f. ma.)