La giunta provinciale adesso modifica la delibera del super-contratto d'affitto
PAVIA.La giunta provinciale si è riunita ieri con un solo punto all'ordine del giorno: la modifica della delibera sull'affitto dei locali per la sezione alberghiera del Cossa. Ma la correzione riguarda una parte marginale del contratto e non pare in grado di placare le polemiche che sono sorte sul super canone che l'ente pubblico si è impegnato a pagare. Cosi come non sembrano destinate a dissolversi le perplessità sulla società che ha affittato l'immobile.
Ieri, dunque, la giunta ha provveduto a precisare che se dopo nove anni (nel 2014) la società che affitta dovesse decidere di non rinnovare il contratto per altri nove anni, la Provincia smetterebbe di pagare i 234 mila euro l'anno previsti a titolo di rimborso per le spese di ristrutturazione dei locali (da adeguare alle esigenze scolastiche).
Resta però il fatto che per ogni ciclo di nove anni la Provincia pagherà 5,7 milioni di euro (e forse non sono comprese nemmeno le spese per riscaldamento e luce) più 124.230 euro che la Provincia deve ancora per la precedente ristrutturazione.
L'assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Chiari, aggiunge che il tasso pagato alla società affittante per i lavori - pagati a rate - non è del 7%, come sostenuto dal consigliere dell'Italia dei valori Flavia Fulvio, bensi del 4%, «meno che se l'avessimo chiesto alla Cassa depositi e prestiti». Chiari ribadisce che «l'affitto è in linea, purtroppo, con i prezzi di mercato di Pavia. Basta vedere quanto spendiamo per le nuove aule del Volta».
Ma proprio sulla società che affitta i locali rimangono i dubbi delle opposizioni (che denunciano peraltro come la Provincia finora non abbia risposto alla richiesta di avere una documentazione completa). L'Isif, questo è il nome della società, fa capo all'istituto privato Alfieri di Voghera, che ha avviato nel 2003 anche una sezione alberghiera. Dunque potrebbe ritrovarsi allo scadere del contratto aule già pronte per i propri usi e senza avere speso un centesimo.
Isif, poi, non si limita a dare in affitto i locali: è anche progettista ed esecutore di lavori. Costituita nel 1996 con un capitale di 25.500 euro, Isif ha perdite per 216.227 mila euro. Non è proprietario dell'immobile: è a sua volta in affitto. A quanto? Difficile dirlo. Tra i suoi costi, comunque, figurano 39 mila euro per godimento di beni di terzi, voce che generalmente è riferita agli affitti pagati. (l.si.)