«Messi con le spalle al muro»
MILANO.Sei miliardi di euro di sgravi fiscali dovevano rallegrare gli italiani ma le tariffe aumentano e la cifra prevista di esborsi raggiunge gli 11 miliardi. Il presidente dell'Adusbef, Elio Lannutti, lancia pesanti accuse contro la finanziaria e come associazione dei consumatori spiega bene che, se da un lato il governo dà, dall'altra prende con gli interessi.
Le bollette di gas e luce aumentano e le tasche degli italiani si svuotano. Come lo spiega ai consumatori?
«E' una situazione drammatica: in sostanza il saldo negativo è di 4,5 miliardi diviso per le famiglie, ciò significa che ogni nucleo familiare sborserà 272 euro più degli altri anni».
I consumatori non possono dunque difendersi?
«No, non c'è difesa. Anche perché non è possibile fare a meno del gas e della luce. Per non parlare dei prodotti alimentari. Anzi, il prossimo anno sarà ancora peggio. Non si può risollevare l'economia mandando a zero i redditi dei cittadini».
Insomma, ci aspetta un 2005 preoccupante.
«Noi, da tempo, abbiamo detto al governo che ha omesso i controlli sull'iter commerciale. Nel nostro libro: «La rapina del secolo» lo abbiamo spiegato bene. Con il pretesto dell'euro hanno permesso ai commercianti di aumentare i prezzi. Ma le pensioni e gli stipendi sono rimasti gli stessi. E allora è chiaro che le famiglie si indebitano. Ed è una catena che non si interrompe perché oramai lo stato di povertà ha raggiunto anche i livelli medi della popolazione. L'impoverimento costante e continuo dei consumatori non può essere la base su cui fondare un Paese in sviluppo. La fascia in crisi non è più solo quella dei bassi redditi ma anche dei medi redditi. E ciò deve far riflettere».
Ma siete contro l'euro?
«No, assolutamente, anzi dobbiamo essere contenti che c'è, altrimenti saremmo già finiti come l'Argentina. In sostanza il governo Berlusconi ha permesso la speculazione a danno dei cosumatori privilegiando i ricchi»
Lei dice che l'anno prossimo sarà peggio. Perché?
«Si, perché, ad esempio, tra gli aumenti, non abbiamo ancora conteggiato quelli sui bolli delle auto, che cresceranno del 20 per cento e dei motorini. Per non parlare dell'Irpef regionale e dell'Irap. Tutte tasse che ci troveremo a pagare senza che i redditi siano stati ritoccati».
Voi, assieme ad altre associazioni dei consumatori avete intenzione di organizzare altre proteste?
«Si, certo. La 'protesta della spesa" l'abbiamo organizzata già tre volte ma manca ancora una sensibilità tra i consumatori».