Più forte della stanchezza La Cantina è appannata ma a Reggio bastano 10'

REGGIO EMILIA. Broni vince e chiude il 2004 al secondo posto. Alla Cantina sociale Muracem basta un quarto per espugnare Reggio Emilia. La squadra di coach Cavanna, forse con la testa già in vacanza, subisce per 30' una Memar tutt'altro che esaltante, ma nell'ultimo quarto, trascinata da Camisa, si risveglia e trova il break decisivo (12-6), che vale i due punti.
Si capisce subito che per le ragazze di Cavanna non è una giornata esaltante. Solo Camisa regge l'impatto di Bagnara, capocannoniere del campionato con 20 punti a partita. La guardia oltrepadana vuole riscattare l'errore che è costata la sconfitta nel supplementare contro Vicenza e mette in campo cuore e classe tenendo Broni a pochi punti dalle avversarie. I 15 punti finali sono il suo record stagionale. Reggio Emilia fa di tutto per facilitare le cose alle oltrepadane, ma la squadra di Cavanna non ne approfitta. All'11, sul 14-16, la partita di Broni sembra finire. Nei nove minuti successivi infatti le ragazze di Cavanna segneranno solo quattro punti contro i 14 delle emiliane. Balestra commette il terzo fallo e l'allenatore la sostituisce: per il capitano non sembra una buona giornata. Cavanna striglia le ragazze ad ogni time out chiedendo aggressività e concentrazione, ma le bronesi non sembrano ascoltarlo. Cavallini, in campo al posto di Consolati, nel ruolo di lungo perde tre palloni consecutivi. Cavenaghi non riesce a dare velocità all'azione che risulta cosi prevedibile. Dopo l'intervallo Reggio Emilia sale a +8 (35-37 al 27'). A quel punto Cavallini si sveglia e riporta Broni a contatto (39-35). Nell'ultimo quarto Balestra spende subito gli ultimi due falli a disposizione, sale in cattedra Camisa che segna il canestro del +3 (41-44 al 37'). Reggio Emilia accusa il colpo e la sua azione diventa prevedibile. Corradini, Bagnara e Maldini perdono palloni importanti permettendo a Broni di allungare. «Stiamo subendo un calo mentale logico - dice coach Cavanna - . La pausa ci aiuterà a riprenderci. E poi tornerà Molinari».
Pierpaolo Bironi