Croce Rossa, revocato il commissario
PAVIA. «Gravi controversie tra organi statutari». La motivazione pare non dire molto, ma la conseguenza è un nuovo terremoto ai vertici della Croce rossa pavese: via Alberto Piacentini, commissario straordinario della Cri, per presunte incompatibilità con l'ispettore dei volontari. Ma per lui, Piacentini, i veri motivi sono politici. E spara sul commissario regionale Maria Rosaria Parlanti.
Proprio alla Parlanti (che è anche esponente dell'Udc e vicepresidente del Consiglio comunale di Milano) è stata affidata ad interim la guida della Croce rossa pavese. Entro sessanta giorni dovrà convocare l'assemblea dei soci, che darà indicazioni sulla nomina del nuovo commissario.
Il provvedimento, che risale al 10 dicembre, porta la firma del commissario straordinario Maurizio Scelli. Un nome e volto ben noto agli italiani per il ruolo che ebbe nelle trattative per il rilascio di Simona Pari e Simona Torretta in Iraq: fu lui a prendere in consegna le due volontarie dopo la loro liberazione.
Ma di fatto la revoca è scaturita dalla segnalazione della Parlanti, che ha inviato a Scelli una lettera per rimarcare presunte incompatibilità tra Piacentini e i soci (volontari, patronesse, infermiere volontarie, pionieri).
In effetti c'era stato un duro scambio epistolare tra Piacentini e l'ispettore dei volontari Mario Nardelli, il quale aveva aspramente criticato il commissario per non aver mantenuto l'impegno ad andarsene. L'ispettore dei volontari è una figura molto importante perché viene eletto direttamente dalla parte più consistente della base della Cri (i volontari). A differenza del commissario, che invece è nominato dall'alto - dal commissario nazionale, appunto - sia pure dopo una consultazione.
Nella determinazione di revoca si parla del disagio «avvertito dal commissario regionale» sul «difficile stato del comitato provinciale di Pavia». La Parlanti viene dunque invitata da Scelli a «creare le condizioni perché in tempi brevi si arrivi a una ricomposizione».
Per Piacentini si tratta della seconda revoca. La volta precedente, nel 1999, il provvedimento venne adottato in seguito all'apertura di una inchiesta giudiziaria nei suoi confronti per falso. L'inchiesta - nata sulla base di alcuni esposti presentati da soci della Cri - sfociò nel processo, che si concluse con l'assoluzione di Piacentini, il quale venne reintegrato dopo aver tra l'altro impugnato la revoca con un ricorso al Tar. In quel caso Piacentini tornò da presidente, poi nel 2002 venne confermato alla guida della Cri come commissario. La Cri, infatti, è in attesa del nuovo statuto e sta dunque vivendo ancora la fase del commissariamento.
Una fase di incertezza che va di pari passo con i veleni, le polemiche che hanno accompagnato le vicende recenti della Croce rossa.
Attualmente tutti i commissari - anche quelli locali, che in provincia di Pavia sono undici - vengono designati dal commissario nazionale su proposta del commissario regionale, sentito quello provinciale.
Sull'altro fronte, i circa duemila soci che costituiscono la base della Croce rosse eleggono dal basso i loro rappresentanti.