Ecco il «Piano regolatore» per i più deboli

PAVIA. L'unione fa la forza. Soprattutto quando le risorse diminuiscono e i bisogni - di casa, lavoro, aiuti economici, sociali, sanitari - crescono vertiginosamente. E allora la rete della solidarietà, appena collaudata per il caso Snia, mette in campo una proposta: un Piano regolatore sociale. «Per uscire dall'emergenza, dagli interventi estemporanei e comincuare a programmare» chiarisce l'assessore ai servizi Sociali del Comune Walter Minella che, con don Franco Tassone, ha convocato attorno a un tavolo altri enti, associazioni, volo0ntari e sindacati.
Invitati a partecipare anche i rappresentanti dei Comuni del circondario, già inseriti nel Piano di Zona. «Che comunque costituisce un canovaccio dal quale partire» chiarisce Minella.
«Abbiamo un anno di tempo per elaborare questo progetto - incalza don Franco Tassone, responsabile della Casa del Giovane - Pensiamolo insieme, facciamo un salto di qualità dell'assistenza. Potremmo davvero migliorare i servizi». Primo passo sarà la mappatura reale dei bisogni. «Poi dovremmo verificare se la rete dei servizi è qualificata e utilizzabile. Può anche darsi che qualcosa non vada, che sia da ritoccare. Ma dobbiamo davvero cominciare a lavorare con una programmazione seria. Poi non è detto che il piano regolatore sociale sia la soluzione a tutto ma la cosa importante è che emerga una vera attenzione al territorio».
Il bisogno in provincia di Pavia come nel resto d'Italia è sfaccettato. E ha il volto degli stranieri, degli anziani soli, dei giovani con dipendenze da alcol, droghe, sostanze, degli adulti che soffrono di malattie psichiche, dei detenuti del carcere, ma anche di chi è schiavo del gioco d'azzardo.
La conferma di un'attenzione concreta è comunque arrivata già ieri con le numerose presenze in sala consiliare. Quelle degli enti soprattutto che «dovranno avere la responsabilità istituzionale di guidare la cordata»: l'assessore Vittorio Braga per la Provincia, un delegato della Regione, uno dell'Asp. E poi le realtà che operano nel sociale: il presidente del Centro servizi Volontariato Giampiero Viazzoli, il segretario generale della Camera del Lavoro Gianmario Santini, Antonio Floriano della Cisl, i responsabili di tante associazioni di volontariato e dei Centri di promozione sociale della città.
Il piano regolatore sociale vuole essere un documento programmatico triennale che definisce le politiche sociali del Comune di Pavia nel senso più ampio del termine.
Un impegno a ridisegnare il welfare urbano nelle sue diverse e complesse articolazioni, in un'ottica di federalismo sociale che coordini il Piano di Zona cittadino e quelli singoli dei comuni del circondario.