Edimes, da gennaio con Stern
PAVIA. Il 6 gennaio sarà Jeffrey Stern il centro con cui l'Edimes affronterà Novara. La certezza ancora non c'è, ma i soci della Nuova pallacanestro Pavia stanno pensando di fare un regalo ai tifosi e a coach Finelli. Il presidente Gianmarco Bianchi l'aveva inseguito già in estate e ora che il pivot texano ha lasciato Fabriano per problemi personali, i desideri potrebbero diventare realtà. Tutto è nato dall'infortunio a Joshua Shoemaker. Il lungo ingaggiato in estate dall'Edimes è tornato negli States per farsi operare all'alluce e dovrebbe restare lontano dal parquet sei settimane, sempre che i tempi di recupero vengano rispettati. Per sostituirlo nelle due trasferte campane di domenica e mercoledi il dt Peter Merucci ha pescato il franco-senegalese Maktar N'Diaye, ma Pavia non vuole affrontare le cinque gare di gennaio senza certezze: meglio Stern subito che Shoemaker non si sa quando.
«Stern è un ragazzo eccezionale, è il meglio che c'è sul mercato e potrebbe aiutarci a fare un salto di qualità. L'avevamo contattato già in estate e quando è stato qui a provare ci ha detto che gli piacerebbe restare a Pavia. Sarebbe un bel regalo per Natale, gradito anche a Finelli, ma per permettercelo la società dovrebbe fare un ulteriore investimento». Da come ne parla il presidente Bianchi, l'operazione si farà perché, ma prima di decidere i soci della Nuova vogliono valutare bene anche i contro di questa operazione, che sono poi uno solo: dopo aver sostituito Shoemaker con Stern, Pavia non potrà più ingaggiare extracomunitari fino al termine della stagione. I rischi fanno parte della vita, ma è anche vero che Shoemaker potrebbe tornare ristabilito tra sei settimane. Il fatto è che Stern era il sogno, Shoemaker un ripiego: la decisione viene da sé. Stern ora è negli Stati Uniti in attesa del visto per tornare in Italia (servono cinque giorni lavorativi) e in maglia Edimes c'è Maktar N'Diaye, definito da Bianchi «la miglior soluzione nell'immediato».
A Scafati e Caserta giocherà N'Diaye, classe 1973, ex giocatore universitario di North Carolina e Wake Forrest: «Era fermo, ma è un buon giocatore: ha doti atletiche, mani dolci, movimenti di forza e precisione - spiega il direttore tecnico Peter Merucci - . Non ne conosciamo ancora il carattere, la personalità, l'intensità difensiva, ma penso che contro Tyrone Washigton e Joshua Powell (i pivot delle squadre campane, ndr) possa farsi valere. L'importante è che giochi almeno 20' per permettere agli altri lunghi di risparmiare energie. Dal punto di vista tecnico però è un giocatore che potrebbe fare il cambio dei lunghi in serie A». La speranza di restare a Pavia ce l'ha anche lui, è contro i lunghi campani che si capirà quanto è solida. Washington ha 28 anni e già molta esperienza di LegaDue, Powell, il pivot di Caserta, è un classe 1983: forte, ma in Italia solo dall'anno scorso. Contro di lui N'Diaye potrà far valere la propria esperienza. «Stern ci darebbe maggiori garanzie in difesa rispetto a Shoemaker, ma ci toglierebbe qualcosa in attacco. N'Diaye invece è una via di mezzo tra i due pivot - continua Bianchi - . Le due partite in Campania ci faranno capire di cosa la squadra ha più bisogno». Il discorso di Bianchi è logico, ma a meno che N'Diaye non dimostri in due partite di essere un fenomeno, capace di unire solidità difensiva a efficacia offensiva, da gennaio sarà Stern il centro dell'Edimes. A mettere fretta a Pavia è il calendario. «Se vogliamo potenziare la squadra - conclude Bianchi - non possiamo farlo tra un mese perché a gennaio dobbiamo giocare contro Novara, Fabriano e Sassari in casa, e andare a Rimini e Ferrara: partite importanti per la nostra stagione».