Inquina o no? Forse si può ancora fermare

In merito alla maxi centrale di Torremenapace, si è letto sulla Provincia pavese che un supertecnico ha pigiato un bottone ed il gigante ha «ruggito» con tutta la sua potenza. Ha funzionato per qualche ora facendo vibrare case e cascine distanti qualche centinaio di metri. Una prova che, come da testimonianza, ha creato preoccupazione ed anche un po' di terrore.
La portavoce del circolo vogherese di Legambiente, Mariella Moretti, ha ragioni da vendere, quando lamenta che non si conoscono ancora i risultati dei monitoraggi che dovevano essere fatti un anno prima dell'entrata in funzione della centrale. Neanche le spiegazioni della dottoressa Cristina Bosio dell'Arpa (Agenzia regionale per l'ambiente), la quale pur ammettendo che «qualche intoppo» c'è stato sul monitoraggio specifico che doveva partire qualche tempo fa, non ci tranquillizzano, anche se ci precisa che la situazione ambientale pre-centrale è buona perché si tratterebbe di impatto bassissimo.
Specie dopo il black-out del settembre 2003 ne abbiamo letto e sentito tante sulla necessità di nuove centrali elettriche come le seguenti: le centrali non danno assolutamente luogo a emissioni dannose, emettono solo «ossidi di azoto» in concentrazione significative - occorre incrementare la produzione elettrica in Italia - la centrale inquina? Per ora solo teorie - l'energia elettrica serve - il progetto di Voghera è il meno pericoloso e via di seguito.
Di polveri sottili se n'è sempre parlato poco, e si legge in questi giorni che il famoso Pm10 ha sfondato i 50 mg/metro, schizzando a 132 a Vigevano e a 112 a Pavia.
Dal primo gennaio prossimo entrerà in vigore la nuova normativa europea sulla emissione dei veleni nell'aria che, insieme a monossidi, anidride solforosa, ozono, limita anche le polveri sottili (Pm10) a 40 mg/metro il valore medio l'anno e 50 mg/metro per un massimo di 35 giorni l'anno. In particolare le «polveri fini» passano direttamente dai polmoni al sangue e agli organi vitali scatenando malattie respiratorie e cardiovascolari. Lo dicono quelli del Cnr (Centro nazionale ricerche).
E' anche stato scoperto che il sangue dei bambini assorbe dei quantitativi di sostanze tossiche molto superiori alla media degli adulti. Dalla Francia arriva anche notizia che non è il caldo estivo a provocare ictus, infarti e blocchi respiratori negli anziani, ma l'aumento dell'ozono provocato da composti organici volatili e dagli «ossidi di azoto» (J.F. Bernard, Consiglio nazionale dell'aria francese).
Dal corposo programma energetico regionale della Lombardia in data 6 marzo 2003, composto da 110 pagine e più 62 pagine di appendici, risulta che le autorizzazioni di Sannazzaro e Voghera rendono il bilancio energetico dell'area «fortemente positivi» e, se venisse realizzata anche quella di Casei Gerola, si rafforzerebbe la caratteristica di area «esportatrice di energia».
Come ha affermato il segretario provinciale Ds, Angelo Zucchi, se la Regione avesse pianificato prima in campo energetico (il presidente della Commissione regionale ambientale aveva promesso il piano per il settembre 2003), queste due centrali non avrebbero potuto coesistere. Si è solo potuto «bloccare» quelle di Casei Gerola, anche se già munita di parere favorevole (Via), valutazioni di impatto ambientale del competente ministero.
Questo conferma l'esattezza delle 28 procedure di infrazione della commissione Ue sugli eccessivi margini di discrezionalità del ministero dell'Ambiente e sulle grandi «superficialità» e lungaggini nelle valutazioni di impatto ambientale ed a qualsiasi livello. Poiché la centrale di Voghera ha avuto via libera definitivo dal Consiglio di Stato a seguito di ricorso del Comune di Voghera solo in data 2 dicembre 2003, ed il cui avvio potrà avvenire solo nel prossimo marzo 2005, perché non tentare il «blocco» della stessa, visto che, se i nuovi limiti degli «inquinanti» non venissero rispettati, il loro superamento costituirebbe reato? Ci pensiamo?
Secondo CagnoniCornale

Federalismo, il Senatur
non si creda immortale

Il Senatur del Carroccio - che affermava una volta essere l'Alighieri discendente dei Longobardi (sic) - dice di avere conseguito l'immortalità grazie alla riforma sul federalismo attuata da Berlusconi. Nel contempo Bossi auspica altre riforme «altrimenti tornano quelli di prima». Esistono davvero «i corsi e ricorsi» di vichiana memoria? I napoletani veri - che non sono i disonesti - conoscono la storia più dei lumbard, com'è vero che basta scavare nel centro per trovare le origini greche.
Tutti i regnanti a Napoli, più o meno, hanno deluso, persino una certa Chiesa a dispetto dei santi come Giuseppe Moscati, medico e scienziato di vaglia, che curava gratuitamente i poveri vicino alla centrale chiesa dei Gesuiti, a sua volta vicina al monumento dedicato a Salvo D'Acquisto.
Sul federalismo era già stato dimostrato che, nella nostra Costituzione, è previsto il decentramento istituzionale. Il problema oggi concerne l'osservanza etica in pratica, nei casi specifici. Per ipotesi anche la colonizzazione dell'Africa poteva «accettarsi» se... avesse dato frutti di vera civiltà.
Ma non fu cosi. Con la testa di Crispi e di Mussolini non c'è progresso. Il primo doveva dimettersi dopo la disfatta di Adua (1 marzo 1896), in cui morivano anche giovani ex disoccupati napoletani, come Oreste, nonno dello scrivente arruolato nel primo battaglione dei bersaglieri e alle dipendenze del gen. Baratieri. Il figlio, Antonio, per poco moriva a Tobruch sull'incrociatore «San Giorgio», senza radar, come tutte le nostre navi.
Da notare che, modestia a parte, mio padre fu pluridecorato e grande invalido di guerra. La nave fu fatta saltare - per quel che ricordo - nel gennaio 1941 (sul volume n. 13 di storia, ora pubblicato da Repubblica, leggo a pag. 650 che la controffensiva inglese accadeva a Tobruch nei giorni 10-12 gennaio 1941, ma non è menzionato il fatto succitato relativo al glorioso «San Giorgio») per evitare che se ne impossessassero gli inglesi che non riuscivano ad affondarla con gli aerei (che erano colpiti però dai cannoni di mio padre).
La guerra, si sa, fini male, come Mussolini. Io auguro, invece, che il «federalismo» abbia successo e che Bossi viva a lungo, anche per constatare i grossi errori di questo governo. Essi zampillano come i pozzi artesiani, ma lui non li vede e non solo per ignoranza e orgoglio. Crede infatti, anche lui, di essere diventato immortale. Una volta io scrissi questi versi: «Chi come stolto gode oggi / piangerà domani / porgendo umiliate le mani». La parola a Napoleone... che fini a Sant'Elena. Pace alla sua anima e a quella di Mussolini (contro cui talvolta inveisco perchè io ho sofferto per la guerra).
Sauro RazzanoPavia

A Trenitalia chiediamo
più interregionali

Domenica è entrato in vigore il nuovo orario Trenitalia. In realtà poco o nulla è cambiato per i treni a media percorrenza. La tratta Voghera-Bologna con convogli provenienti rispettivamente da Genova o Torino è «scoperta di notte» e nonchè dalle 9.25 alle 13.16.
Sinceramente avrei chiuso alcuni spazi inserendo qualche interregionale magari con materiale Taf (Treno ad altra frequentazione) e nuovi locomotori 464. Peccato che questa linea sia ancora arretrata in innovazione, spero che l'anno venturo si provveda a questa lacuna.
Sergio BarbieriMontebello della Battaglia