Botte ai no global, processo per 28 agenti
ROMA. Ventotto rinvii a giudizio di altrettanti poliziotti a oltre tre anni di distanza dall'irruzione nella scuola Diaz di Genova, quartier generale del movimento No Global nei giorni del G8 2001 in cui venne ucciso Carlo Giuliani, e dopo un'udienza preliminare durata sei mesi. Le accuse sono uguali per tutti: falso, calunnia e lesioni gravi. Il giudice dell'udienza preliminare Daniela Faraggi ha accolto le tesi della procura genovese.
Procura, secondo la cui ricostruzione non solo durante l'irruzione avvennero pestaggi ingiustificati ma furono anche predisposte false prove contro gli occupanti della scuola. Ha letto la sua sentenza di fronte a un solo imputato presente, Francesco Gratteri, oggi capo dell'antiterrorismo.
Il processo, che si aprirà il 6 aprile 2005, coinvolge alti gradi della polizia, funzionari e semplici agenti. Nessuna responsabilità politica è stata individuata nell'inchiesta e questo è motivo di polemiche.
Di fronte al tribunale, per rispondere delle accuse, andranno Francesco Gratteri, all'epoca capo dello Sco (Servizio centrale operativo), Giovanni Luperi, allora vice capo dell'Ucigos, Vincenzo Canterini, comandande del settimo nucleo sperimentale di Roma - sciolto dopo il G8 -, Gilberto Caldarozzi e Michelangelo Fournier, allora rispettivamente vice di Gratteri e Canterini, il vicequestore Pietro Troiani e l'agente scelto Massimo Nucera che disse di essere stato aggredito ed esibi un giubbotto di protezione tagliato da un coltello, circostanza che si sarebbe rivelata falsa.
E ancora Spartaco Mortola, allora alla Digos di Genova, Nando Dominici, il capo della squadra mobile del capoluogo ligure, Filippo Ferri, dirigente della mobile di La Spezia, Fabio Ciccimarra, vicequestore aggiunto a Napoli, arrestato e poi scarcerato per i pestaggi dei no global nella primavera del 2001 a Napoli.
Ammessi come parti offese 97 manifestanti. Novantatrè di loro vennero arrestati con le accuse di associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e al saccheggio, resistenza aggravata a pubblico ufficiale, possesso di congegni esplosivi ed armi improprie. Tutti reati per i quali sono stati prosciolti dal giudice delle indagini preliminari di Genova.
I rinvii a giudizio e la fissazione del dibattimento hanno riacceso, più che spegnerle, le polemiche sull'ordine pubblico nel luglio 2001, durante il G8. Cosi mentre dalla Casa delle Libertà arriva un'incondizionata solidarietà ai rappresentanti delle forze di polizia, l'opposizione torna a porre interrogativi sulle responsabilità politiche dei disordini e dei pestaggi, su come fu tenuta la piazza e su quale fu il ruolo del capo della polizia Gianni De Gennaro. Anche se di fatto sul G8 governava un commissario all'ordine pubblico, Ansoino Andreassi allora capo dell'Ucigos, oggi al Sisde.