Un'altra lite in casa di Pecora

PAVIA. Verranno celebrati questa mattina alle 10, nella cappella del policlinico San Matteo, i funerali di Pietro Pecora, il 43enne sulla cui morte la Procura ha aperto un'indagine per escludere il sospetto che possa essere stata causata da percosse. Intanto, l'altra notte, la polizia è nuovamente intervenuta in via Aselli. Nell'appartamento dell'ex dipendente del San Matteo, infatti, due persone stavano litigando. Agli agenti hanno spiegato che erano passati a ritirare alcuni effetti personali. Oggetti che, dopo il decesso di Pecora, erano rimasti all'interno del suo alloggio.
Un equipaggio della volante ha raggiunto via Aselli nella tarda serata di mercoledi scorso. Secondo quanto riferito dalla centrale operativa, due uomini stavano discutendo animatamente all'interno dell'appartamento nella scala 'A". In effetti i poliziotti hanno trovato due giovani che stavano raccogliendo oggetti. I due hanno spiegato che erano entrati nella casa (poichè evidentemente disponevano delle chiavi) per prelevare effetti personali che vi erano rimasti. Negli ultimi mesi, infatti, Pietro Pecora aveva deciso di 'ospitare" a più riprese due persone. Ma, secondo quanto riferito dai vicini, da quell'appartamento giungeva spesso l'eco di violenti litigi. Nella vicenda, un ulteriore elemento di mistero viene portato dalla nipote di Pecora, che afferma: «Ho portato a casa buste, bollette e, in generale, documenti che ho trovato nell'abitazione di mio zio. Ho controllato tutto con attenzione e ho trovato almeno una decina di referti del pronto soccorso del San Matteo relativi a lesioni derivanti da cadute, a traumi cranici e, in un caso, anche a ferite cagionate da percosse». Eppure l'uomo ha sempre detto, ai vicini di casa e ai parenti, che l'occhio nero o l'andatura claudicante erano la conseguenza di cadute accidentali. Dunque o ha sempre mentito a tutti, e sarebbe abbastanza strano, oppure effettivamente perdeva l'equilibrio con una certa frequenza: circostanza che comunque, date le sue precarie condizioni di salute, non è del tutto scartabile a priori. I parenti oggi daranno l'estremo saluto all'uomo, che verrà sepolto nel cimitero di San Giovannino. Ma chiedono con ferma dignità che venga fatta chiarezza sulle cause di decesso del loro congiunto. Stando ad alcune indiscrezioni non sarebbe stato trovato un nesso causale tra le botte e la morte. La riposta definitiva arriverà dall'esito dell'autopsia: il medico legale ha due mesi per depositarlo. (f.m.)