Anche il Museo Teatrale della Scala ha riaperto i battenti

MILANO. E' tornato alla Scala il Museo Teatrale, che nel 2001 era stato trasferito a Palazzo Busca. La sua storia comincia l'8 marzo 1913: allora era sede della collezione Giulio Sambon, acquistata a un'asta a Parigi; vi si sono aggiunti negli anni numerose altre donazioni e altri acquisti che l'hanno trasformata in una delle più ricche e famose collezioni del mondo.
Ma in quasi cent'anni si è accumulata una quantità di materiale eterogeneo impossibile da valorizzare negli spazi di questo museo. Ecco quindi, ha spiegato l'architetto Pierluigi Pizzi, che ha curato il nuovo allestimento, la necessità di fare una scrematura affinchè ogni pezzo avesse il suo respiro, per evitare ogni eccesso e affastellamento. Nel nuovo Museo non sono esposti gli autografi, le incisioni, metà delle statuette e parecchi quadri di proprietà della Scala; alcune raccolte di monete antiche sono state trasferite al museo archeologico, mentre i cimeli verdiani sono tornati alla Casa Verdi, come era volontà del compositore. Un catalogo degli oggetti esposti sarà ultimato nel 2006. Sono rimaste solo due testimonianze cartacee: gli spartiti della Messa da Requiem e della Turandot. Al Museo lo spettatore può accedere attraverso una porta che dà sul ridotto della Scala, per fare una passeggiata nelle sue stanze durante gli intervalli dell'opera, mentre il turista vi accede da una scalinata, decorata con locandine d'epoca, e collegata con il portico esterno. Il restauro è stato impostato su principi filologici. Sono stati inoltre recuperati due spazi: quello che era adibito a deposito, che ora funge da disimpegno per accedere a una nuova caffetteria, che sarà pronta tra una settimana, e quello della biblioteca, rimasta per ora a Palazzo Busca.