Berlusconi: non credo che sarò condannato
MILANO. «Non penso che si arriverà a una condanna». Silvio Berlusconi parla del processo che lo vede protagonista a Milano, come imputato, e azzarda una previsione. Il momento è delicato perchè tutto il mondo politico si interroga sulle conseguenze della sentenza. Berlusconi appare addirittura spavaldo: «Escludo dentro di me che ci possa essere una decisione contraria alla realtà delle cose che tutti conoscono. E' assurdo pensare che alcuni dei protagonisti della vicenda che intervennero su richiesta del presidente del consiglio di allora (Craxi) avessero potuto spingere il loro intervento fino a un esborso di denaro».
«E fino, addirittura, a un reato come la corruzione dei giudici», aggiunge il premier. Quindi, più possibilista su quanto potrà accadere da oggi in poi, spiega: «Non credo che ci possa essere una sentenza che intervenga a cambiare in qualche modo l'attuale situazione politica».
E la giornata è delicata perchè a Palermo potrebbe arrivare un'altra sentenza. Quella del processo che vede imputato Marcello Dell'Utri per concorso in associazione mafiosa.
Dell'Utri è l'uomo che ha creato Forza Italia (mettendo a disposizione di Berlusconi gli uomini e le strutture di Publitalia 80) ed è l'uomo che, 12 anni dopo, lo stesso Berlusconi richiama per 'ricreare" Forza Italia, in ribasso nei sondaggi e in crisi di risultati. Che cosa succederà nel mondo politico se, da Milano e da Palermo arriveranno due condanne?
Per questo, da questa sera, sulla politica italiana si addenseranno delle nubi. In caso di condanna, infatti, andranno in discussione la tenuta del governo e anche il rilancio di Forza Italia perchè difficilmente Berlusconi potrà affidare il suo movimento a un uomo dichiarato colpevole, sia pur in primo grado.
Fino a ieri sera nel mondo politico si invitava alla prudenza. Poche le voci fuori dal coro. Marco Rizzo, dei Comunisti italiani, dice che «l'Italia non può permettersi un premier condannato». E aggiunge «è vero che vige la presunzione di innocenza fino al verdetto definitivo, ma se la sentenza sarà di condanna non vi sono altre soluzioni: si deve andare al voto».
Non parla di elezioni, ma di «serenità sulla scena politica» uno dei legali di Berlusconi, l'avvocato (e deputato di Forza Italia) Niccolò Ghedini. «Una sentenza di assoluzione - dice - potrà rasserenare la scena politica perchè toglierebbe un argomento dalle mani dell'opposizione». Ghedini ieri mattina era in aula nella sua penultima fatica (oggi sarà presente per la sentenza) e nell'abbandonare il palazzo di giustizia spiega: «E' stato un processo difficile perchè è stato strumentalizzato per ragioni politiche».
E le conseguenze che il processo potrebbe avere sulla vita politica erano state anche 'sottolineate" dall'altro legale, Pecorella, venerdi scorso al momento di chiedere l'assoluzione del premier. «Questa sentenza - aveva detto ai giudici del tribunale - può cambiare la storia del Paese».