Giacomotti ora sorride «Bravi i miei ragazzi»
VOGHERA.Massimo Giacomotti finalmente può sorridere. L'ultimo allenatore vogherese purosanghe a guidare i rossoneri dalla panchina dopo Osvaldo Verdi e Walter Massone, può presentarsi in sala stampa vestendo i panni del vincitore. «Bravi davvero questi ragazzi, la vittoria va dedicata a loro e alle persone che in questo ultimo periodo ci sono stati vicini dimostrandosi veri amici». E sono pochi, anzi pochissimi, ma il 'Giaco" questo lo tiene per sè e parla della partita: «E' una vittoria costruita sul campo, lavorando giorno dopo giorno a spese di grandi sacrifici e tra mille difficoltà». Il tecnico spende parole di ammirazione per tutti i suoi giocatori. Ecco qualche stralcio: «Al ristorante, prima della partita, si è presentato Gianello ancora con la caviglia gonfia come un melone. Mi dice, mister sono ottimista, ed infatti ha fatto la sua partita. Bene anche Scali, dopo i primi 10 minuti di indecisione si è adattato molto bene a fare l'esterno basso, lui che è un esterno alto. In campo ho visto grande unione, i ragazzi si rincuoravano uno con l'altro. Bracaloni dopo pochi minuti ha rimediato una contrattura ma ha stretto i denti ed è rimasto in campo, ha dimostrato carattere, personalità ed ha pure colpito una traversa: è stato veramente ammirevole». L'unico in difficoltà è stato Lele Giglio, alla sua quinta gara senza segnare gol. Ma il tecnico trova ampie giustificazioni e poi la responsabilità su quel penalty sarebbe pesata come un macigno sulle spalle di chiunque: «Quando gli ho visto fallire il rigore, mi è balenato lo spettro della gara dell'anno scorso, quando Rastelli ne falli uno ed il Borgosesia espugnò il Comunale». Tra l'altro in modo rocambolesco, per un autogol confezionato in tandem da Dionisi e Fonti. Ancora Giacomotti su Giglio: «Ha sempre segnato fin dalle prime gare, questa sostituzione gli può giovare alla stregua di un mezzo riposo. Ho fiducia in Lele, tornerà a sbloccarsi». Da un bomber vero ad uno di giornata. «L'ultimo gol l'avevo realizzato nel gennaio 2001, sempre negli ultimi minuti - ricorda Andrea Martignon - Fissai il 2-1 per il Thiene sul Bassano. Per me è una grande soddisfazione ma sono dispiaciuto per l'espulsione, sono stato ingenuo e colpevole». Il centrale spiega cosa è accaduto in campo in pieno recupero: «Nicolosi è stato particolarmente scorretto. Gli ho visto dare una gomitata a De Nardin e non ci ho più visto, anche perchè mi aveva già colpito con un pugno sulla schiena. L'ho spinto via con le mani, l'arbitro era li e mi ha cacciato, mi dispiace». Sulla partita: «Era ora che ci girasse bene - prosegue Martignon - In queste settimane abbiamo lavorato in silenzio, senza cercare alibi, era da tempo che meritavamo di raccogliere di più anche perchè prendiamo pochi tiri in porta». Sorprendente la difesa in piena emergenza, tra infortuni e squalifiche: «Troppo allarmismo. Gianello condivide con me l'appartamento e garantisco che si tratta di uno che non molla mai. Scali è stato molto bravo, certo non era una gara facile per un debuttante». (a.m.s.)