Giudice fallimentare in manette

PERUGIA.Avere gestito in maniera scorretta alcuni dei più ricchi fallimenti trattati negli ultimi anni dal Tribunale di Roma (tra i quali quello relativo al patrimonio immobiliare della ex Dc), facendo in modo che due professionisti ricevessero ingenti compensi; presunti favori in cambio dei quali un magistrato avrebbe ricevuto cospicue somme di denaro: è una delle accuse ipotizzate nell'inchiesta condotta dai pm perugini Sergio Sottani, Roberto Rossi e Andrea Claudiani che ieri ha portato a quattro arresti. Al centro dell'indagine anche la presunta distrazione dei beni di una delle procedure.
In carcere sono finiti il magistrato romano Pierluigi Baccarini e Luciano Quadrini, consulente tecnico della sezione fallimentare. A loro carico (e nei confronti di un commercialista ancora ricercato) i magistrati del capoluogo umbro ipotizzano il reato di corruzione in atti giudiziari. Di bancarotta devono invece rispondere Salvatore Capacchione, amministratore di una cooperativa napoletana specializzata in edilizia popolare, anche lui finito in carcere, e Raffaele Campioni, curatore dello stesso fallimento, messo agli arresti domiciliari.