Dieci e lode, mai un Ciullo cosi
PAVIA. Ciullo, dieci e lode. Il bomber realizza la decima rete stagionale e trascina gli azzurri al successo. Un gol di giustezza, un piattone destro di prima intenzione da distanza ravvicinata a scavalcare il portiere. Un guizzo bello e importantissimo che ha permesso di riagguantare subito il Como, incanalando dunque la partita sui giusti binari. Poi ci ha pensato Cardamone a siglare nella ripresa il definitivo 2-1. «Ho centrato il mio obiettivo - avverte il cannoniere del Pavia - che era quello di segnare dieci gol per poter cosi eguagliare il mio record di reti in una stagione. Adesso però non mi voglio fermare. Il nuovo traguardo è fissato a quota quindici». E' lui l'uomo copertina di questa squadra sempre più vicina alla vetta e sempre meno camuffata da comprimaria. Tutti se ne sono accordi. Tranne, forse, gli arbitri. «I direttori di gara non ci considerano minimamente la seconda forza del campionato - denuncia con vigore il tecnico degli azzurri Marco Torresani - . Agli altri danno i rigori persino fuori area, a noi invece niente. Siamo stufi di questo trattamento».
Prima delle polemiche, però, onore a Francesco Ciullo. Che è sempre più il bomber di questo Pavia. Anche ieri ha segnato una rete di pregevole fattura. «Ho visto il portiere fuori dai pali e ho subito pensato di fare il pallonetto - spiega - . E' andata bene. Stavolta non ho messo le mani dietro le orecchie, come faccio di solito quando esulto, perché avevamo preso gol da poco e non c'era molto da festeggiare. Ma presto rivedrete quel gesto, il cui significato resta un segreto tra me e l'amico Elvis Abbruscato». Ciullo a Pavia ha vestito fin dal momento del suo arrivo i panni di finalizzatore e pare intenzionato a tenerseli stretti. E se arrivasse una chiamata dalla B a gennaio? «Sarei lusingato ma penso di rimanere fino a giugno qua a Pavia. Anche se, nel calcio, mai dire mai». D'altra parte proprio gli azzurri di eventi imprevisti se ne intendono. Partiti con l'obiettivo salvezza, ora sono a ridosso del vertice. «Contro il Como abbiamo dato prova di maturità perché per la prima volta eravamo costretti a vincere, essendo opposti ad una squadra sulla carta nettamente inferiore - illustra Torresani - . Peccato per il gol subito su punizione, con la nostra barriera che nella circostanza non mi è parsa ben piazzata. Siamo stati bravi a reagire, pareggiando subito, e poi ad inizio ripresa ci siamo portati in vantaggio. Nel finale la squadra pareva intenzionata a gestire il risultato e io l'ho assecondata, inserendo due giocatori più portati a coprire rispetto a quelli che c'erano in precedenza in campo. Abbiamo controllato bene la partita». Torresani però in panchina non pareva tranquillo: «Sono solo stufo di certi arbitraggi. Meriteremmo maggior tutela». Stavolta però il direttore di gara nulla ha potuto contro il guizzo di Cardamone che è valso il meritato successo. «Inizialmente volevo crossare ma poi ho visto il portiere fare un passo in avanti e a quel punto ho deciso di tirare - spiega Ciccio, che peraltro è un ex - . Sono contento che il mio gol ci abbia permesso di vincere visto che l'ultima rete che ho realizzato l'anno scorso contro il Cesena era stata ininfluente. Perdemmo 3-1».
Michele Lanati