La polemica su Cavagnera: Magni risponde alle critiche

VIDIGULFO.Riprende fiato la querelle sulle urbanizzazioni condotte alla frazione di Cavagnera. Esaurite le prime tre puntate (dichiarazioni del sindaco Enrica Setmani nel corso di un'assemblea pubblica tenutasi alla frazione, replica dell'ex primo cittadino Giovanni Magni e considerazioni espresse da un residente di Cavagnera con una lettera) è ancora Magni a chiedere la parola per ulteriori puntualizzazioni.
«Dopo la pubblicazione sul giornale di una lettera scritta da un anonimo cittadino sui disagi che sarebbero sorti a Cavagnera con la precedente amministrazione - spiega - mi corre l'obbligo di riportare dei chiarimenti. L'anonimo interlocutore confonde, forse per la poca conoscenza della materia, la redazione e approvazione di un piano regolatore generale, che come si sa è uno strumento di programmazione, con il rilascio di un permesso di costruzione, atto applicativo e formale che permette appunto la realizzazione di costruzioni a seguito dell'avvenuta approvazione del Prg. Della situazione urbanistica del comune si poteva ben informare all'ufficio tecnico. Nello specifico, le costruzioni cui si riferisce l'anonimo cittadino derivano da un'approvazione del Prg (che detta le regole per costruire) che risale appunto al 1990».
Il velo di mistero attorno al fantomatico fustigatore della passata giunta, intriga Magni che cosi conclude il proprio intervento. «Premesso che mi sono limitato a esprimere un parere nei confronti di un'affermazione fatta dal sindaco durante l'assemblea pubblica e riportata dalla Provincia Pavese - sottolinea Magni - vorrei ora capire se il mio anonimo interlocutore è il nuovo portavoce dell'amministrazione comunale. In qualunque caso, perché non si dichiara apertamente con nome e cognome? Che problemi ci sono nell'esprimere liberamente le proprie idee alla luce del sole e senza nascondersi dietro l'anonimato? Oppure il cittadino anonimo non esiste?». (g.str.)