Billè: «Abbassate i prezzi»


MILANO. Le previsioni dicono che per questo Natale spenderemo 100 milioni di euro in meno rispetto al 2003. I negozianti tremano e il presidente della Confcommercio Sergio Billè corre ai ripari lanciando un appello alla categoria: «Abbassate da subito i prezzi».
E' questa, secondo Billè, l'unica strada per «andare incontro alle esigenze delle famiglie e per stimolare di rimbalzo una ripresa dei consumi» in vista delle feste di Natale. Appello che ha subito riscosso il consenso del ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano che lo ha definito «perfettamente in linea con i nostri orientamenti» ricordando l'accordo già concluso tra governo e grande distribuzione che «funziona, vista la discesa dell'inflazione sotto il 2 per cento a un nuovo minimo da cinque anni».
Secondo Billè non sarà un'operazione facile «perchè le imprese hanno ormai margini operativi largamente ridotti», ma «visto che la politica continua a glissare credo sia arrivato il momento anche per noi di agire da soli».
Insomma «ciascuno farà quel che potrà - ha aggiunto - ma sarebbe sbagliato starsene con le mani in mano in attesa che qualche santo del Paradiso possa d'incanto risolvere i problemi».
Le previsioni dell'Osservatorio economico di Confcommercio sui consumi natalizi non sono in effetti rosee per la categoria.
L'organizzazione ha calcolato che quest'anno le famiglie italiane spenderanno a dicembre quasi 1.950 euro contando su una maggiore disponibilità di circa 600 euro in più rispetto alla spesa media degli altri mesi. Il totale farà 13,7 miliardi di euro (di cui 10,3 garantiti dalle tredicesime di lavoratori dipendenti e pensionati).
Ovvero 100 milioni in meno rispetto ai 13,8 miliardi dello scorso anno con un arretramento dello 0,7% «che rispecchia - secondo Confcommercio - il trend negativo delle vendite al dettaglio e l'atteggiamento prudenziale delle famiglie negli acquisti».
Il 40% delle nostre spese natalizie sarà destinato agli alimentari che saranno comunque in calo del 6% rispetto al 2003: consumeremo meno torroni e più cioccolato mentre il panettone resterà stabile. Per quanto riguarda i pacchi sotto l'albero, troveremo soprattutto doni «utili» come audivisivi, prodotti informatici, tv, dvd, elettrodomestici, libri, cd. Ci saranno invece meno giocattoli, ma a farne le spese saranno soprattutto abbigliamento e scarpe per i quali si preferisce aspettare i saldi post-natalizi.
A questo punto per la Confcommercio la riduzione dei prezzi sui prodotti di più largo consumo dovrebbe essere attuata già nei prossimi giorni: «I prezzi di molti prodotti - è stato precisato - sono già fermi ma ora bisogna fare di più e per gli operatori piccoli, medi e gradi di commercio, turismo e servizi sarebbe un investimento a buon rendere».
Billè ha poi definito «positiva ma uno spolverino» la decisione del governo di tagliare le tasse in quanto insufficiente «alle famiglie per difendersi da una crisi che non solo ha falciato il loro potere di acquisto ma rischia di durare ancora per un pezzo».
La verità, ha proseguito, «è che le famiglie sono al collo di bottiglia e bisognerebbe fare ben altro per restituire loro una condizione di vita normale».
E di fronte ai segnali preoccupanti dell'economia, i correttivi della Finanziaria sono per il presidente di Confcommercio solo «frutto di strategie poco credibili se non velleitarie: bolle di sapone».

Monica Viviani