Muzzi: «Il Sassi deve essere di tutti»

GROPELLO.Il dibattito sulla gestione del Sassi appare tutt'altro che chiuso e lo conferma un volantino che Claudio Muzzi ha diffuso: un comunicato nel quale riprende le critiche alla gestione dell'Istituto definito «di tutti i gropellesi e non una proprietà privata solo perché lo dice uno statuto scellerato». «Le sue risorse patrimoniali e finanziarie provengono dalla collettività del fondatore, dagli ospiti, dai lavoratori, dai cittadini, dai donatori - aggiunge Muzzi - essere un'azienda presuppone invece che il capitale di rischio giunga dalle tasche dell'imprenditore. Che poi opera per guadagnare, giustamente. Condurre un bene collettivo pensando solo a gonfiare il conto corrente bancario e non ad aumentare numero e qualità dei servizi da erogare ai cittadini è un grave misfatto contro l'intera comunità. Chi gestisce un patrimonio pubblico deve rispondere al giudizio dei cittadini e non agli sponsor politici che lo sostengono».
Muzzi poi ripropone le domande che aveva già avanzato nel primo volantino e che, afferma, restano senza risposta: «Perché non si rivela la dimensione dell'attivi di bilancio? Perché le rette continuano ad aumentare? Perché il Sassi non è convenzionato con il servizio sanitario e per fare i prelievi e la fisioterapia bisogna andare a Garlasco o a Pavia?». Domande, dice Muzzi che evidenziano le attese di servizi dei gropellesi, i quali sperano nei nuovi componenti del Cda del Sassi, persone degne di stima e in buona fede.
MiriamPaola Agili