Sorrentino in scena al Crt di Milano
MILANO. La cooperativa Teatroiconcontro porta in scena al CRT Salone (in Via Ulisse Dini) lo spettacolo 'Case Popolari" scritto e diretto da Mimmo Sorrentino. In scena la giovanissima attrice vigevanese Adriana Busi assieme ad Alessandra Faiella e Giorgio Ganzerli.
«Ho scelto attori comici perché desideravo che ci fosse un approccio disincantato verso le storie che ho raccolto tra gli abitanti del quartiere Aler di Abbiategrasso e sono molto orgoglioso che Alessandra e Giorgio abbiano aderito al nostro progetto - dice Sorrentino -. Siamo felici inoltre che il CRT, produttore dello spettacolo con il comune di Abbiategrasso, abbia voluto riproporre il lavoro che lo scorso anno è passato inosservato sia per il poco tempo che è stato in scena, sia per il periodo poco felice in cui è stato rappresentato.
Vi abbiamo lavorato come sempre con enorme passione, qualche rischio e con la convinzione che fosse utile rappresentarlo. Utile perché dà voce ad una cultura seppellita prima ancora di essere morta nei tubi di cemento delle periferie del nord Italia, utile perché aiuta un quartiere disagiato a trasformare il proprio disagio in arte, utile perché svela un mondo di solito rappresentato attraverso stereotipi, utile perché in un certo senso è una metafora del teatro, della sua importanza, della sua scandalosa condizione».
'Case Popolari" racconta di una cultura in cui i confini tra uomo e natura, tra soggetto e oggetto, sono ancora incerti. E' lo scandalo senza eco di una cultura priva di cittadinanza. Ma che, se sollecitata a rappresentarsi, trova ancora le risorse e le energie per un suo riscatto, per un suo «esserci». E' un esserci che si contrappone al nord padano dei fazzoletti verdi, al Dio del fatturato e alle sue conseguenti patologie, al ritmo oppressivo del quotidiano far presto, all'aria inquinata. E' un Sud che persiste nel nord Italia, forse in modo ancora più adamantino che nelle stesse periferie delle città meridionali a causa della sua condizione di sepolto vivo.
Nelle «Case Popolari» la tragedia classica e la tragedia contemporanea si confondono. La tragedia classica è il DNA del racconto.
Vi si narra di miti e di riti. Di un fato presciente in grado di vanificare ogni conato umano alla libertà e all'autodeterminazione. Dello scontro tra forze eticamente connotate come il bene e il male, la guerra e la pace, l'amore e l'odio.
La tragedia contemporanea è il contesto in cui le storie vivono e cioè un contesto che non ha forza di esplodere ed è troppo misero per manifestarsi come tale e si lascia corrodere e sopprimere dalla banalità della corruzione.
Lo spettacolo resterà in scena al CRT sino al prossimo 19 dicembre.