Campani, il teste conferma
PAVIA. Pur tra i 'mi pare" e i 'non ricordo", il super-teste nel processo per concussione a carico del professor Rodolfo Campani ha ribadito in aula le sue accuse. E cioè il fatto che l'ex direttore della Clinica radiologica gli avesse chiesto 30 milioni di lire per entrare nella scuola di specializzazione in radiodiagnostica. E il fatto di essersi trovato iscritto senza mai avere sostenuto l'esame orale. Circostanza per la quale sono a giudizio, con l'accusa di falso, i quattro docenti universitari della commissione.
Ieri mattina il collegio (composto dai giudici Fenucci e Balduzzi) ha dichiarato aperta l'istruttoria dibattimentale. Al professor Rodolfo Campani (difeso dall'avvocato Paliero) vengono contestate la concussione e il falso in atto pubblico commesso dal pubblico ufficiale. Secondo la versione dell'accusa, l'ex direttore di Radiologia avrebbe chiesto a un medico di Como, Domenico Rossini, 30 milioni per entrare nella scuola di specializzazione, denaro che, sempre secondo quanto riferito da Rossini, non sarebbe stato per Campani, quanto per i componenti della commissione esaminatrice. Il medico avrebbe rifiutato di pagare la somma, ma si sarebbe successivamente ritrovato iscritto alla specialità, per l'anno accademico 2000-2001, pur senza mai avere sostenuto una prova orale. Di qui l'iscrizione nel registro degli indagati, con l'accusa di falso, dei quattro docenti universitari che fecero parte della commissione d'esame: Luisa Biazzi, Francesco Paolini e Domenico Scannicchio (tutti difesi dall'avvocato Bruno) e Antonio Nicolato (assistito dagli avvocati Trivi e Bruni). Ieri è stato chiamato a deporre proprio Domenico Rossini. Il medico comasco ha sostanzialmente confermato le due circostanze che sono a fondamento delle accuse, ossia la richiesta di denaro e l'iscrizione senza mai avere sostenuto l'esame. Ma, soprattutto nel controesame da parte dei difensori (l'accusa era sostenuta dalla dottoressa Luisa Rossi), si è rifugiato molte volte dietro a frasi come 'mi sembra", 'non ricordo" o 'è passato tanto tempo". Il processo è stato poi rinviato al prossimo mese di marzo. Esauriti i testi dell'accusa, sarà la volta di quelli citati dalla difesa. Questo procedimento nei confronti del professor Campani nacque da dichiarazioni che lo stesso rese al pubblico ministero nel contesto di un'altra indagine (al termine della quale, in appello, il radiologo patteggiò due anni per concussione). Nel corso di un interrogatorio, il pm Vincenzo Calia chiese a Campani se fosse stato a conoscenza di altri episodi simili. Se, cioè, qualcun altro avesse dovuto pagare per essere ammesso alla scuola di radiodiagnostica. Campani menzionò il dottor Rossini, appunto, affermando che all'epoca «si era parlato di 30 milioni di lire». Fu da questo spunto che la Procura della Repubblica di Pavia apri un nuovo fascicolo d'indagine, interrogò il medico lariano e chiese, ottenendolo, il rinvio a giudizio di Rodolfo Campani e dei quattro docenti. Con l'Università di Pavia nel ruolo di parte offesa.