Rositi: otto anni di successi per la Sus
PAVIA. Si inaugura oggi l'ottavo anno accademico della Scuola Universitaria Superiore. Appuntamento in Aula Foscolo alle 17. La prolusione è di Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, su un tema cruciale: «Il futuro del patrimonio culturale in Italia». Al termine verranno consegnati gli attestati ai laureati. Si chiude un'epoca: la relazione introduttiva del direttore Franco Rositi, infatti, sarà anche il suo discorso d'addio, visto che per statuto Rositi è all'ultimo anno di direzione.
Rositi è stato sin dall'inizio, con il rettore Roberto Schmid e con una decina di altri professori, l'anima della Sus, creata nel febbraio 1997 come articolazione, rivolta al pre-laurea, dell'Istituto Universitario di Studi Superiori (Iuss), presieduto da Schmid.
La missione della Scuola Universitaria Superiore è di estendere la rete dei centri d'eccellenza finora rappresentati proprio dalla Normale e dal Sant'Anna di Pisa e di proporre agli studenti particolarmente meritevoli iscritti all'Università di Pavia un piano di studi supplementare, che affianca il normale curriculum di studi.
Rositi riassume nella relazione, di cui ha anticipato alcune parti, «l'insieme delle intenzioni con cui io e il comitato scientifico abbiamo voluto in questa lunga prima fase, lunga e tuttavia sperimentale, disegnare la fisionomia della Scuola». Rositi rivendica per sè il merito di «avere mantenuto un atteggiamento in cui si vorrei si vedesse una virtù, almeno quella virtù un po' astuta che è il realismo: nelle sette prevedenti occasioni non ho mai intonato l'apologia di questo nostro lavoro, nè ho mai mancato di rilevarne i limiti, le difficoltà, le incognite».
«Per quanto riguarda la congiunzione di didattica e ricerca - prosegue - la recente apertura di tre dottorati entro lo Iuss lascia sperare che anche a Pavia noi si sia ben avviati». I tre dottorati sono nell'ambito della Safi (Scuola avanzata di formazione integrata, diretta da Cesare Balduini e altra articolazione dello Iuss): in ingegneria sismica, in scienze biomolecolari e biotecnologie, in economia e politica e ordine giuridico.
«Mi aspetto molto - dice in un altro passaggio Franco Rositi - dalla sinergia che potrà realizzarsi tra la Scuola superiore pre-laurea e dottorati di ricerca, per esempio dal costituirsi di un nucleo di docenti impegnati in un disegno comune di ricerca e di formazione sia nel dottorato sia nella scuola pre-laurea». Rositi riconosce che «il modello delle due Scuole pisane con cui ci confrontiamo è molto in alto. Ma il confronto non deve essere fatto in riferimento alla tradizione e alle potenziali risorse complessive, di cui il sistema congiunto di Università e collegi di Pavia non è certamente povero».
Laddove, invece, c'è confronto con Pisa è «sulle risorse che Normale e Sant'Anna possono dedicare alla didattica di alta qualità, con la competenza accumulata, con il patrimonio di una comunità stabile e concentrata di illustri studiosi-docenti, con la loro vocazione a congiungere didattica e ricerca».
Rositi rende poi omaggio al gruppo di studio che fra il 1995 e il 1996 assunse il compito di progettare la Scuola e aggiunge: «Pochi allora avrebbero scommesso sulla possibilità di realizzare una Scuola Normale Superiore a Pavia».