Cent'anni di storia locale
PAVIA. La Società Pavese di Storia Patria compie un secolo e lo festeggia con la pubblicazione di un bel volume «Cento anni di storia locale. Il Bollettino della Società pavese di Storia patria 1901-2000», L'opera verrà presentata lunedi pomeriggio, alle 16,30 nel Salone Teresiano della Biblioteca Universitaria e, in un vero e proprio momento di festa, sarà offerta al professor Emilio Gabba.
Sarà un tributo per l'azione di potenziamento e rinnovamento della Società pavese nei suoi 24 anni di presidenza.
La pubblicazione, curata dall'attuale presidente Cesare Repossi e da Giuseppe Polimeni, sarà illustrata da Angelo Ara dell'Università di Pavia, da Fulvio De Giorgi dell'Università cattolica di Milano, che parlerà di «Organizzazione degli studi storici in Italia dal Risorgimento al primo Novecento» e da Fulvio Salimbeni dell'Università di Udine, con un intervento sul tema «Fare storia locale in tempi di globalizzazione».
Al termine dell'incontro Fabio Gasti dell'Università di Pavia presenterà il volume a Emilio Gabba, professore emerito di Storia Romana e Accademico dei Lincei.
I cento anni della Società pavese di Storia Patria, fondata nel 1901 dal professor Giacinto Romano, sono anche i cento anni del suo «Bollettino», nato per raccogliere studi a livello scientifico su Pavia e il suo territorio.
In questi cent'anni gli studiosi e gli uomini di cultura della città hanno scritto e animato il «Bollettino», da Antonio Cavagna Sangiuliani, nobiluomo di campagna, appassionato studioso dei monumenti medioevali pavesi, che fondò nel 1893 e diresse il «Bollettino storico pavese», anticipando il progetto del Bollettino della società pavese di storia patria, di cui fu poi vicepresidente. Segretario della Società un sacerdote, il rettore del Collegio Borromeo Rodolfo Maiocchi, protagonista di un ammutinamento (i sei sacerdoti iscritti alla Società si dimisero per polemica con un articolo di Ettore Rota), che portò alla nascita, nel 1910, della «Rivista di scienze storiche».
Erano anni di grande fermento e di nuove esigenze, legate all'unità d'Italia e la Società pavese di storia patria si propose «di illustrare con memorie documentate i periodi meno noti della storia civile e letteraria pavese, di togliere dall'oblio documenti e cose poco e mal conosciute e di raccogliere quanto giace ancora disperso o trasandato, per preparare il terreno alla ricostruzione della storia parziale o totale della storia civile, letteraria e artistica di Pavia e del suo antico principato».
A Romano, nel 1920 succede alla presidenza Roberto Rampoldi,oculista, deputato e poi senatore; gli succede dal 25 al 1969 Pietro Vaccari, che fu anche podestà di Pavia e protesse cosi la società da ingerenze del regime, oltre a incentivare gli studi sulla Pavia medioevale. Dopo la presidenza dell'archeologo Arturo Scenico, nel 1978 Emilio Gabba iniziò il rinnovamento e l'ampliamento della Società: i soci che nel 1977 erano 218, nel 2001, alla fine della sua presidenza erano 418. Al prof. Gabba, soprattutto, si deve la pubblicazione degli otto volume della monumentale Storia di Pavia (uscita dal 1984 al 2000), opera che realizza in pieno, a cent'anni dalla fondazione, gli obiettivi della Società pavese di storia patria. Ecco perché il volume che viene presentato oggi è dedicato alla suo opera di rifondazione della Società, e al nuovo impulso dato agli studi di storia locale.
Il volume presenta, in dodici saggi, affidati a specialisti dei vari ambiti, il quadro completo del primo secolo di attività del Bollettino, lasciando cosi una memoria importante degli interessi storici, dei protagonisti e degli uomini di cultura che nell'ultimo secolo hanno fatto o hanno studiato la storia di Pavia e dei suoi monumenti.
I saggi sono di Claudia Maccabruni, Rita Scuderi, Aldo Settia, Piero Majocchi, Alberto Milanesi, Arianna Arisi Rota, Anna Segagni Malacart, Luisa Giordano, Donata Vicini, Giuseppe Polimeni, Marzia Lucchesi e Paolo Mazzarello. L'appendice documentaria è di Giovanni Zaffignani, gli indici dei bollettini di Arianna Vai.
Grazia Bruttocao