Napoli, faida di camorra: un altro ucciso e un ferito Presi i cassieri del clan
NAPOLI.Ai carabinieri le vie di Secondigliano, alla polizia i vialoni e le 'vele" di Scampia. Si dividono il territorio, le forze dell'ordine. Proprio come i clan della camorra. Setacciano palmo a palmo i quartieri dell'area nord di Napoli dove all'interno del clan Di Lauro si consuma un regolamento di conti per il mercato della droga che conta finora 24 morti. Ma non basta a scoraggiare la faida.
Ieri sera c'è stato un nuovo agguato a Scampia dove un uomo è rimasto ucciso e un altro ferito da un commando che ha raggiunto le vittime sotto i portici di un palazzo. Intanto l'offensiva di magistratura e forze dell'ordine ha portato ieri all'arresto di due imprenditori, i fratelli Paolo e Salvatore Vitagliano, di 61 e 59 anni, ritenuti i cassieri del clan, accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso e di riciclaggio di denaro, e di Vincenzo Aurilio di 43 anni accusato di favoreggiamento. Due giorni fa era stato arrestato il presunto omicida di Gelsomina, Pietro Esposito di 38 anni: si nascondeva in una casa di Secondigliano ed era stato scarcerato 48 ore prima dell'omicidio grazie all'indultino. Il giorno prima c'era stato l'arresto di 7 camorristi 'scissionisti" sorpresi con il colpo di pistola in canna durante un summit in cui progettavano, con tutta probabilità, una nuova spedizione di morte. «E tre, dopo l'arresto dei sette camorristi a Scampia e dei presunti responsabili di due efferati omicidi - è stato il commento del ministro degli Interni Giuseppe Pisanu - la polizia mette a segno il terzo duro colpo contro la camorra con la cattura di due pericolosi latitanti». (fe. fa.)