Furti nei sotterranei Ladri scatenati all'ospedale

VOGHERA. Alcune infermiere hanno fatto di necessità virtù: derubate dei vestiti, sono tornate a casa con il camice bianco indossato abitualmente in corsia. Altre, più fortunate, hanno salvato almeno gli abiti borghesi dall'ennesima razzia nei sotterranei dell'ospedale, sorta di «terra di nessuno» dove ne sono capitate di tutti i colori, persino dei tentativi di incendio. Una decina gli armadietti forzati negli spogliatoi femminili. Ma la direzione sanitaria assicura: fra un mese saranno pronti i nuovi, a prova di ladro.
Il problema di fondo è la facilità di accesso ai sotterranei dell'ospedale: nessuna porta blindata, nessun sistema di allarme, vi si può entrare anche dagli ascensori di servizio. Cosi, furti e borseggi sono quasi all'ordine del giorno. Nel luglio scorso, è accaduto anche di peggio: ignoti vandali hanno cercato di appiccare il fuoco, due focolai in punti diversi, uno nei pressi del reparto di manutenzione (sopra c'è l'emodialisi), l'altro vicino proprio agli spogliatoi femminili (sopra c'è lo spaccio, intensamente frequentato nelle ore diurne). Fortunamente il caldaista di turno, pronto alle emergenze per aver seguito dei corsi antincendio, non si è fatto prendere dal panico e con lo schiumogeno sprigionato da un estintore ha rapidamente domato le fiamme, evitando che si propagassero e sfuggissero al controllo. Poi la piaga dei furti e furtarelli. Nei sotterranei ci sono gli spogliatoi del personale, dove gli infermieri si cambiano all'inizio e alla fine di ogni turno, dove ciascuno ha il proprio armadietto nel quale lascia gli oggetti personali per indossare il camice: gli abiti di tutti i giorni e borsette, portafogli, orologi, catenelle, altri oggetti preziosi destinati ad attirare i ladri come api il miele. Basta una tenaglia e un po' di energia per far saltare i lucchetti, e il gioco è già fatto.
Ma ora, finalmente, si sta correndo ai ripari: i nuovi spogliatoi sono in corso di realizzazione nell'area del vecchio reparto di Medicina. «L'accesso - spiega Angela Moneta, responsabile del presidio ospedaliero dell'Oltrepo - sarà possibile solo ai possessori di tesserino magnetico». Introdursi all'interno non sarà più facile come bere un bicchier d'acqua. Il sindacato applaude: «Da tempo sollecitavamo una soluzione che garantisse maggiore sicurezza - spiega Sandro Vaccari (Cisl sanità) - Diamo atto alla direzione di aver proceduto non appena si sono resi disponibili gli spazi». (r.lo.)