Edipo, processo e assoluzione
VIGEVANO. Edipo può essere veramente colpevole? Lo si può condannare per aver ucciso il padre che non conosceva? O per aver sposato, a sua insaputa, la madre, regina di Tebe, dopo aver liberato la città dalla peste e aver risposto all'enigma della sfinge, generando con lei quattro fra figlie-sorelle e figli-fratelli? Sono queste solo alcune delle domande a cui tenta di rispondere 'Edipo.com".
E' uno spettacolo che rilegge il mito con gli occhi di oggi ribaltandolo o meglio mettendo in crisi ciò che la tradizione ha trasmesso dell'antica tragedia, per riportarla a teatro in modo moderno, per inserirla in un contesto più attuale e accattivante.
Gli autori, Gioiele Dix, Sergio Fantoni e Francesco Brandi, hanno allora immaginato una situazione scenica imperniata su Anselmo, un uomo ospite di una 'health factory" per farsi rigenerare fisicamente e mentalmente, convinto che curando il corpo possa guarire anche la sua anima. I medici hanno, però, vietato, di leggere libri. Ma lui, che trova una vera serenità attraverso le parole universali della letteratura, si è portato dietro clandestinamente il capolavoro di Sofocle e tra un massaggio, un bagno etrusco e una terapia estetica, combatte l'assurda proibizione, rileggendolo di nascosto. Lo scopre la sua infermiera britannica di origini sarde Giada, la quale, invece di sequestrarglielo, mostra curiosità per il volume. Anselmo, entusiasta all'idea di farglielo scoprire, lo racconta, cercando di spiegare tutti gli alambicchi che stanno dietro il dramma, sempre troppo semplicisticamente conosciuto. L'uomo trasforma la sua stanza in un piccolo teatro e mette in scena la tragedia, un po' seguendone le pagine, un po' inventando, un po' commentando, un po' ironizzando, un po' esemplificando, usando, insomma, ogni mezzo per renderla attuale. E finisce per calarsi in un processo di identificazione, rispecchiamento e catarsi con l'eroe sofocleo, scarnificando la sua coscienza in un'autoanalisi paradossale. E' una farneticante affabulazione in cui dall'Edipo di ieri emerge l'Edipo di oggi. Perché la storia dell'eroe greco, se letta senza troppi timori filologici, forse può rappresentare tutti i dubbi, le incertezze e le ansie dell'individuo del Duemila, parlando della nascita e della giovinezza, dell'amore e della fede, del senso della morte, del confronto con il padre e la madre, dei primi turbamenti sessuali e del tabù dell'incesto, dei rapporti con il potere e dell'estrema riflessione su Bene e Male. Giada gli fa da spalla: domanda, suggerisce, insinua. Cosi la narrazione scorre verso il suo epilogo ed il desiderio della ragazza di sapere 'come va a finire" porta con sé un altro dubbio: è davvero comprensibile e logico l'esito cosi tragico della vicenda? No. Né Anselmo né Edipo, in fondo, sono colpevoli di tutto il male, e questo dà il via ad una conclusione decisamente diversa: invece di essere accecato ed esiliato, Edipo viene processato ed assolto. Anselmo si sente sollevato, ha risolto il suo dilemma. È (forse) guarito, perché la storia di Edipo e la sua vita si sono 'curate" a vicenda. (f. cor.)
EDIPO.COM di Gioele Dix, Sergio Fantoni, Francesco Brandi, con Gioele Dix, Luisa Massidda; regia di Sergio Fantoni. Da oggi a venerdi (ore 20.30) al Teatro Cagnoni.