«Creiamo una rete per l'affido»
PAVIA. Una carezza nei momenti tristi, una mano affettuosa che rimbocchi le coperte, una voce che racconti una favola prima di dormire. Sono diritti di ogni bambino. Ancora di più se, per ragioni diverse e indipendenti dalla sua volontà, è costretto a lasciare per un po' la famiglia di origine. L'affido temporaneo cerca di sopperire anche a questo. Ma ci sono ancora alcuni 'vuoti" da colmare.
La cooperativa sociale Comin, insieme a Csv, Asl e Servizi Sociali del Comune discuterà proprio di questo domani, alle 20.45, presso la sala della formazione del Centro Servizi Volontariato in via Massacra 11. E presenterà anche due proposte: la creazione di una rete per le famiglie che condividono l'esperienza dell'affido e troppo spesso si sentono sole, senza sostegno. E l'istituzione di un servizio di 'Pronta Accoglienza" in famiglia per bambini da 0 ai 3 anni. Due risposte importanti, in grado di evitare al minore il ricovero in istituto o in ospedale. «I bambini hanno bisogno di noi... Perché crescere non è un gioco da ragazzi» è il tema della serata alla quale prenderanno parte Silvia Bartellini e Lucia Melis della Comin, cooperativa sociale di solidarietà rivolta a minori e famiglie nata nel milanese e da poco anche a Pavia, Stefania Vergine, psicologa dell'Asl, Walter Minella e Carla Galessi, rispettivamente assessore e dirigente dei Servizi Sociali, Pinuccia Balzamo, del Csv.
«Parleremo di affido ai minori e più in generale di accoglienza - spiega Lucia Melis - per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema tanto delicato come l'affido temporaneo, le cui famiglie vivono un momento di difficoltà».
Già si contano sulle dita di una mano. In più, spesso, si trovano isolate, senza sostegno, a gestire situazioni complesse e delicate come la crescita - seppure a tempo determinato - di un bambino o di un adolescente. Proprio da questo malessere crescente nasce il primo progetto (finanziato da Fondazione Cariplo): 'Famiglie in rete", la costituzione di un gruppo di nuclei e persone che condividono una sensibilità sull'argomento. Siano esse famiglie affidatarie, di sostegno o di appoggio alla rete. 'Unduetre... casa" è il secondo progetto (fondi Asl) che sarà presentato domani sera: è un servizio di Pronta Accoglienza in famiglia per bambini da 0 a 3 anni. E possono essere neonati abbandonati alla nascita in ospedale o piccoli tolti alle famiglie per gravi motivi. Nella fase di 'limbo" tra l'abbandono della famiglia e l'assegnazione a una nuova, deciso dal Tribunale dei Minori, passa del tempo. A volte anche mesi. Ed è già capitato che il piccolo viva i primi tempi della sua vita in Pediatria. «Noi vorremmo proporre un'accoglienza in grado di rispondere ai bisogni affettivi e di crescita di bimbi molto piccoli - dice Melis -, con figure di riferimento stabili».