Tortona, furto alla Nigacalze
TORTONA. Ammonta ad oltre sessantamila euro il valore della merce che l'altra notte i ladri, hanno rubato nella ditta «Nigacalze», di Massimo Gazzaniga, sulla statale per Voghera. Un furto che per certi versi ricorda quello messo a segno alla fine di settembre. Il colpo presentava infatti molte analogie; per questo i carabinieri di Tortona, intervenuti sul posto, non escludono possa trattarsi delle stesse persone. I ladri, che evidentemente conoscevano bene la situazione, hanno agito in piena notte, aspettando che il traffico sulla vicina statale fosse praticamente nullo. Sono prima entrati nella ditta vicina, la «Dea», specializzata in vernici, per rubare un carrello elevatore, poi hanno messo a segno il furto alla «Nigacalze».
Si sono avvicinati ai cancelli della Nigacalze, disinnescando in primo luogo il sistema di allarme, poi li hanno forzati e sono entrati sul piazzale con un camion. Utilizzando il carrello che era stato prelevato nel vicino magazzino dell'azienda «Dea», hanno caricato decine di bancali pieni di calze. Poi, dopo aver quasi svuotato il magazzino, si sono allontanati senza essere visti da nessuno. La zona in cui si trova l'azienda, infatti, è un'area industriale priva di abitazioni e completamente isolata. I ladri hanno dunque potuto agire in tutta tranquillità.
Il furto è stato scoperto il mattino seguente dai dipendenti dell'azienda, che si sono recati al lavoro ed hanno visto il cancello forzato e le porte del magazzino aperte. Poco distante era stato abbandonato anche il carrello elevatore trafugato alla ditta Dea. Sono stati chiamati i carabinieri della compagnia di Tortona che hanno avviato subito le indagini: gli investigatori hanno trovato, poco distante dalla ditta, alcuni attrezzi da scasso ed altro materiale, che erano stati abbandonati inavvertitamente dai ladri, evidentemente presi dalla concitazione di abbandonare il più velocemente possibile l'azienda nella quale avevano fatto il maxi colpo. Il materiale ritrovato nelle campagne attorno alla zona industriale è stato sequestrato e preso in consegna dai carabinieri.
Il bottino del furto avrebbe potuto essere anche più ingente: le indagini effettuate sul posto dai carabinieri, infatti, hanno consentito di appurare che i ladri hanno tentato anche di rubare un camion della ditta «Dea», senza però riuscire nel loro intento. Probabilmente l'automezzo sul quale hanno caricato la merce rubata era troppo piccolo per contenere tutto il materiale che si trovava in quel momento nel capannone della Nigacalze. (a.b.).