Il carovita penalizza chi soffre

VIGEVANO.La benzina, gli alimentari, le medicine, gli affitti e altri beni necessari sono aumentati e il governo annuncia provvedimenti per trovare una soluzione al problema. Tutti i cittadini hanno difficoltà ad affrontare le spese necessarie per vivere, e gli uffici di marketing delle grandi distribuzioni hanno registrato notevoli cali di acquisti. Purtroppo in città sono in aumento anche i canoni di affitto e il costo per l'acquisto degli immobili: un problema che è stato accentuato dopo l'entrata in vigore dell'euro. Una delle conseguenze di questi rincari è che molte giovani coppie cercano casa nei paesi limitrofi a Vigevano, dove i costi sono inferiori. Questo, a mio avviso, è un grave problema per la nostra città.
Ma prima di descrivere le mie considerazioni ritengo utile annotare dati che evidenziano le difficoltà di sopravvivenza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, vale a dire delle categorie socialmente più deboli.
Secondo uno studio approfondito degli esperti della Banca d'Italia, il reddito di queste categorie è stato dimezzato in rapporto al costo della vita e, quindi, al potere d'acquisto.
Io, in quanto disabile, percepisco una pensione di invalidità per le gravissime lesioni subite. Ebbene, l'importo della pensione è stato tramutato in euro, ma in pratica dimezzato poichè la cifra attuale non mi consente più di affrontare spese che in passato erano considerate normali.
Devo considerarmi fortunato perchè attualmente è presente mia madre che mi assiste gratuitamente. Ma sul mio futuro pesano molte incognite e non posso fare a meno di considerare che dovrò affrontare nuove spese quando a mia madre sarà necessario un aiuto pratico per assistermi.
Attualmente vivono in città molti pensionati e molti disabili che non hanno un'assistenza adeguata, per cui devono vivere in centri di assistenza. La presenza di questi centri è essenziale ma io vorrei che il costo della vita potesse ridursi permettendo a tutti noi una vita, anche a chi deve combattere con limiti fisici.
Per quanto mi riguarda ritengo essenziale continuare a vivere a casa mia e difendere questo margine di autonomia, poichè mi sentirei prigioniero altrove, e questo potrebbe accentuare il senso di prigionia legato alla mia condizione di disabile.
Gianluca Castelbuono