La Maraini svela il suo libro
VIGEVANO. Pasolini, Moravia, Guttuso, Marianna Ucria e Pinocchio. la scrittrice Dacia Maraini l'altra sera al ridotto del teatro Cagnoni ha cominciato parlando del suo nuovo libro, in libreria da martedi, ed ha finito raccontando la sua vita, i suoi uomini, i personaggi dei libri, la propria famiglia e l'amore per la scrittura. L'autrice siciliana ha tenuto un'ora e mezza di conversazione con il pubblico vigevanese affascinandolo con svariati argomenti.
La Maraini si è presentata a Vigevano raccontando in anteprima il suo prossimo libro: 'La storia di base è quella di una ragazza scomparsa e della nonna che si mette a cercarla". Parallela a questa si intrecciano altre vicende: quella della famiglia della ragazza, che si trasforma a poco a poco nella narrazione della storia d'Italia degli ultimi anni: 'Sono stata sempre attratta dalle scomparse, ritengo siano eventi inquietanti, perché chi scompare sta a metà tra il conosciuto e lo sconosciuto. Inquietante è anche il luogo centrale del romanzo: il bosco. Il bosco è ombroso misterioso, ma è anche il posto dove nascono molte favole". In quest'ultimo romanzo è contenuta anche una riflessione sui personaggi e sulla loro nascita da parte dell'Io narrante. E venerdi sera questo tema è stato approfondito dalla stessa scrittrice: 'I miei personaggi vivono di vita propria. Sono in un certo senso simili a Pinocchio: una volta creati non si possono controllare. Anzi, a volte, sono loro stessi a venirmi a trovare. Vengono da me si siedono, offro loro un caffè e dei biscottini. Verso sera se ne vanno. Alcuni però si autoinvitano a cena e stanno a dormire. Questi sono quelli che diventano protagonisti dei miei libri". La magia della narrazione, del come nasce un libro viene cosi svelata da una delle più prolifiche autrici italiane, che confessa come Marianna Ucria addirittura le comparisse in sogno. Ma se interessante è il mondo di personaggi creati dalla Maraini, degno di nota è anche quello dei personaggi che ha realmente incontrato. E dopo un'ora che parla dei suoi libri, quando le si chiede di Moravia e Pasolini la scrittrice torna ad illuminarsi e ricomincia a parlare con entusiasmo del 'razionale" Moravia, e del 'mistico" Pasolini. Degli approcci opposti che i due avevano nella vita. Di come nei viaggi Moravia volesse capire, razionalizzare e conoscere il paese, mentre Pasolini giudicasse in base ad odori e sensazioni. Quando le si chiede poi di Guttuso è la stessa Maraini a confessare la propria commozione nello sfogliare la guida della mostra dell'autore che si è tenuta al Castello di Vigevano quest'estate: 'Quando ho visto il quadro che rappresentava suo padre, mi sono commossa. Lo avevano ispirato le mie poesie e lui mentre lo dipingeva mi disse che me lo avrebbe regalato. Poco dopo è morto ed io non mi sono fatta avanti con gli eredi, ma ogni volta che rivedo quel quadro torna la stessa emozione".