Sala: il Voghera è nel cuore
VOGHERA. «Al Voghera tornerei volentieri. La categoria non è un problema, la cosa che più conta è che ci sia un progetto serio. Se oggi Gastaldi mi richiamasse? Valuterei la proposta». Parole che fanno effetto, visto che a pronunciarle è Antonio Sala. Il tecnico, protagonista dell'ultimo campionato vinto dai rossoneri in serie D, dopo varie esperienze in B e C1 ora è libero. E parrebbe disposto a fare un tuffo nel passato. In realtà però l'incontro tra lui e Gastaldi c'è già stato e si è concluso con una fumata grigia.
La categoria non è un problema, dice Sala. In realtà è proprio la serie D a precludere al momento il suo ritorno. Oggi il nocchiero di Saronno è considerato dagli addetti ai lavori un tecnico di C1. Secondo alcune indiscrezioni per i rossoneri parrebbe disposto anche a scendere in C2, ma non oltre. Per non rischiare poi di rimanere confinato a vita in una dimensione semiprofessionistica. E anche vero però che le esperienze difficili vissute a Cosenza e Reggio Emilia, dove aveva alle spalle società con gravi problemi, lo hanno indotto d'ora in avanti a non farsi abbagliare dal blasone della piazza al momento di valutare un'offerta. Come testimonia il suo recente rifiuto alla proposta della Fidelis Andria. «Al Voghera resto molto legato - dice Sala - e mantengo tuttora uno splendido rapporto con Luigi Gastaldi. Di persone come lui nel calcio ce ne sono poche. La sua presenza è garanzia di serietà, proprio quello che sto cercando in questo periodo». Se son rose dunque fioriranno. Ma se ci fossero davvero le condizioni per poter rivedere Sala a Voghera, non si capisce come mai il tecnico di Saronno non sieda già sulla panchina rossonera. Gastaldi infatti lo attende da anni a braccia aperte. «Con il presidente ci sentiamo ogni settimana. So che ha appena promosso in prima squadra Massimo Giacomotti. Una scelta azzeccata perché adesso serve uno che conosca già l'ambiente. La Voghe ha tutto per vincere, l'ho già vista all'opera e sono convinto che possa recuperare lo svantaggio accumulato in campionato». L'ex baffo di Saronno è l'ultimo ad avere vinto a Voghera, undici anni fa. Cosa ha impedito ai rossoneri di ripetere quei risultati? «Non c'era Sala in panchina. Scherzi a parte, credo che ai miei tempi la sintonia totale con l'ambiente abbia fatto la differenza. In generale non c'è una ricetta del successo. Per quanto mi riguarda ritengo che, in una dimensione semiprofessionistica, sia determinante puntare su giocatori che mirano al grande salto. Con una squadra composta solo da grandi nomi non si va lontano. A mio avviso, a corollario di una spina dorsale esperta, servono giovani motivati. Quando c'ero io abbiamo scommesso sui vari Preite, Pagano, Misso, Riccadonna e Sciaccaluga. Gente pescata nelle categorie inferiori, che poi è arrivata fino in B». Sala segue ancora la D. Come dimostra la sua perfetta conoscenza delle altre realtà pavesi in D. «Il CasteggioBroni può approdare ai play off. A Robbio la società, tagliando gli elementi più costosi, ha compiuto una scelta magari impopolare ma giusta. L'importante è avere un futuro, anche a costo di ridimensionare le ambizioni. A Vigevano invece so che si sono affidati in massa ai giovani, commettendo a mio avviso un errore. In una squadra non possono mai mancare quei tre-quattro elementi guida. E infatti adesso stanno correndo ai ripari sul mercato».
Michele Lanati