«Anche la destra vuole meno imposte ma bisogna trovare il modo»

ROMA.«È stata una coincidenza. Berlusconi ha semplicemente ribadito la sua posizione, forse estremizzandola, ma questo fa parte del personaggio».
Italo Bocchino, fino a ieri vice-coordinatore nazionale di An, esclude che con la minaccia delle elezioni anticipate, Berlusconi abbia voluto rovinare la festa di un partito che proprio ieri si è riunito all'Ergife per salutare l'ingresso di Fini alla Farnesina e dare un taglio alla guerra delle correnti interne.
Il nodo da sciogliere resta comunque quello del fisco.
«Noi», precisa Bocchino, «abbiamo ribadito la volontà di ridurre le tasse. Si tratta di trovare le risorse e un punto di mediazione su come tagliarle».
Nell'attesa, Alleanza nazionale si ristruttura e nasce il triumvirato
«La soluzione annunciata da Fini è l'unica possibile e la migliore. Il problema delle correnti non era la loro esistenza, che rappresenta un sintomo di democrazia, ma la loro incomunicabilità».
Ora sarà tutto più facile?
«Con la nuova terna alla guida del partito, il vicario La Russa e i due vice Alemanno e Matteoli, viene superata ogni forma di incomunicabilità. Dovendo decidere collegialmente tutti saranno costretti a dialogare. Questa è la soluzione che risolve tutto».
Fino ad oggi è andato in scena un dialogo tra sordi
«Le soluzioni non sono state trovate perché nessuno aveva bisogno di trovarle. Ogni leader di corrente andava con le sue posizioni da Fini e lui trovava la mediazione. Adesso invece cambia tutto. Fini vivrà all'estero duecento giorni all'anno e la classe dirigente o dimostra di essere tale oppure dà ragione a chi, a torto, diceva che al di là di Fini nel partito c'era il vuoto.
Il primo banco di prova sarà la riduzione dell'Irpef, Berlusconi ha detto che l'emendamento sull'Irpef è pronto.
«Forse il premier parlava di una sua proposta agli alleati».
G.R.