«Vendemmia-robot per ridurre i costi»
ZENEVREDO.Una settimana intera dedicata al vino Bonarda, come evento a cadenza annuale ed una festa itinerante che coinvolga, a turno, le zone più tipiche di produzione del vino. A lanciare l'idea è stato Gianni Zonin, nel corso della festa della vendemmia che il colosso che comprende 11 aziende in Italia più una in Virginia (Usa) per un totale di duemila ettari (un sesto dell'intero Oltrepo) organizza, ad anni alterni, alla tenuta «Il Bosco» di Zenevredo o alla tenuta «Castello del Poggio» in provincia di Asti, con i dipendenti dell'azienda autorità, istituzioni e esperti del settore. Non a caso la proposta sulla settimana del Bonarda è stata fatta ad un autorevolissimo tavolo di cui facevano parte anche il presidente della camera di commercio di Pavia, Piero Mossi, del consorzio vini Doc dell'Oltrepo, Vittorio Ruffinazzi, con il direttore Carlo Alberto Panont, il sindaco di Stradella, Pierangelo Lombardi, ed un rappresentante del Comune di Zenevredo, nonché dirigenti di associazioni di categoria agricola. «Bonarda e Pinot Nero oltre al Brut che presto diventerà Oltrepo Docg - dice Gianni Zonin - sono i vini simbolo dell'Oltrepo, su cui innestare un discorso di promozione anche del territorio». Il presidente della camera di commercio, Piero Mossi, concorda: «Anche la Camera di Commercio sta lanciando un progetto di marketing territoriale sul vino». Con Gianni era presente anche il fratello Silvano e quindi il top management al completo del gruppo, cui viene riconosciuto il merito di aver concorso alla notorietà del vino Bonarda, dopo l'arrivo in Oltrepo una ventina di anni fa acquisendo la tenuta «Il Bosco», di proprietà dell'ex senatore stradellino Renzo Sclavi. Il Bonarda deve essere frizzante o fermo? «Frizzante non c'è dubbio - sottolinea Gianni Zonin - anche se si può anche fare fermo». In perfetta sintonia con la strategia del direttore del consorzio Vini Doc, Panont, e con la «piramide» dei vini, Zonin aggiunge: «L'economia italiana non va bene e, di conseguenza, anche il prodotto vino soffre tensioni di mercato. La concorrenza aumenta, ma puntando su qualità ed immagine riusciremo a vincere questa sfida. Come? Anche con aziende modello come le nostre, legate in modo indissolubile al territorio». La vendemmia 2004? «Abbondante e di qualità - segnala Silvano Zonin - a dispetto della teoria che prevede bassa qualità, quando c'è alta quantità». Prezzi e mercato: «C'è stato uno sbilanciamento con prezzi troppo in salita - dice sempre Silvano Zonin - Qualche prodotto di prestigio come il Barolo sta soffrendo». Come vincere la sfida della competitività ed essere protagonisti sul mercato? «Anche riducendo i costi, ad esempio puntando sulla meccanizzazione di certe lavorazioni come la vendemmia - ribadisce Silvano Zonin - Non si tratta di mettere a repentaglio la qualità, anzi si migliora perchè si coglie l'uva al momento giusto, anche di notte, e si risparmia sui costi».
Pierangela Ravizza