DOBBIAMO IMPARARE A CELEBRARE LA REALTA'
Il momento non è semplice. Ci sono persone che per tentare di sopravvivere alla fine dell'«Isola dei Famosi» hanno cominciato a strapparsi i capelli. Si, è già qualcosa, ma non è come vederlo fare alla Elia. Avevamo Antonella, questa donna originale che raccontava la sua solitudine monastica al cameraman che la seguiva 24 ore su 24. Non potevamo non sentire un forte calo di zuccheri televisivi con la fine dei suoi insulti, anche se da quando lei è partita in effetti è subito tornata e la vediamo dappertutto come non succede neanche con la rucola. Ma un conto è vedere Antonella Elia nei «talk», un'altro è averla a disposizione mentre dice che ha il seno rifatto anche a Kabir Bedi. Da quando è tornata in Italia e si è cotonata i capelli, milioni di persone si devono arrangiare e litigare in casa. Il primo grazie lo dobbiamo a Schillaci. Senza la sua risurrezione non ci potremmo godere i commenti dei conduttori di «L'Italia sul Due», che premono per la sua vittoria perché forse Totò non parla bene l'italiano, forse non parla mai a parte adesso che non c'era rimasto nessuno e parlava con la sabbia, forse non è un adone, forse è apatico, forse non è bravo nelle prove fisiche, e forse questo per un ex atleta è inspiegabile, forse è misogino, forse non è perspicace, forse non ha spessore, ma porca miseria è l'unico italiano. A riguardo di Merola non c'è niente da dire se non che è andato immediatamente via dall'«Isola» e non ce ne siamo accorti, perché da allora non c'è giorno che stia zitto. A proposito di televisione neorealista, è un peccato che sull'isola non ci fosse Anna Magnani ma solo Patrizia Pellegrino; in compenso abbiamo potuto godere del supporto legale di suo padre che ora ci querelerà perché abbiamo insinuato che la Magnani è più brava di sua figlia. In 60 giorni, la sola cosa intelligente l'ha detta Kabir Bedi alla telecamera, perché dirla a Schillaci sarebbe stato inutile. «Dobbiamo imparare a celebrare la realtà».