Tre agenti egiziani uccisi per errore da Israele

GERUSALEMME.Era solo questione di tempo che nei giornalieri scontri a fuoco tra soldati israeliani e gruppi armati palestinesi lungo il confine tra la striscia di Gaza e l'Egitto prima o poi qualcuno venisse colpito sulla parte sbagliata della frontiera. L'altra notte una cannonata israeliana ha accidentalmente ucciso tre poliziotti egiziani.
Nella stessa area, inoltre, tre palestinesi sono stati uccisi nello smottamento di un tunnel sotterraneo che stavano scavando per contrabbandare armi e altro materiale dall'Egitto. Il primo ministro Ariel Sharon non ha perso tempo e ha subito telefonato al presidente Hosny Mubarak per spiegargli la dinamica dell'incidente, porgere le sue scuse più profonde e promettergli che l'Egitto riceverà un dettagliato rapporto sulle conclusioni alle quali è giunta l'inchiesta subita aperta dall'esercito. Secondo l'ufficio del premier le scuse sono state accettate dal presidente Mubarak che si è pure augurato un miglioramento delle non facili relazioni tra i due paesi.
Ma al tempo stesso il ministero degli esteri egiziani ha detto «di condannare e di protestare energicamente contro questo deplorevole incidente», ha chiesto spiegazioni e ha denunciato le «irresponsabili pratiche israeliane».
Intanto, nella saga della misteriosa fine di Yasser Arafat, entra in scena un personaggio che potrebbe essere decisivo: Nasser al Qidwa, il nipote del presidente palestinese, al quale i francesi sono obbligati a dire la verità in quanto familiare del defunto. Allo stesso tempo, Nasser è un uomo vicino all'Anp e quindi riferirà tutto al governo di Ramallah.