Signor presidente, le nostre centrali sono troppe
Bene ha fatto il direttore della «Provincia Pavese» a dare tanto risalto ai temi ambientali nella sua recente intervista al presidente lombardo Roberto Formigoni in visita a Pavia.
Il quadro ambientale che Formigoni ha tracciato nelle sue risposte sembra essere luminoso: Lombardia prima nel settore, aria pulita, innovazione energetica, parchi difesi e ingranditi. I lettori ne sono convinti? Proviamo ad aggiungere qualche informazione.
1) Formigoni sostiene che la qualità dell'aria lombarda è migliorata e che la fotografia da satellite Envisat, che indica la Pianura Padana come uno dei siti più inquinati del pianeta per il biossido d'azoto, è poco attendibile. Un satellite fa rilevazioni «personali» perché ignora che nella Pianura Padana c'è poco ricambio d'aria? Non scherziamo! Il presidente non può rifugiarsi nella auto-giustificazione sostenendo che la Regione negli ultimi anni ha fatto molto per diminuire il traffico. Rispetto al problema-aria in Lombardia, evidentemente, quel «molto» è poco. È poco bloccare il traffico alla prima domenica utile dopo 10 giorni di superamento dei valori delle polveri sottili; è poco qualche blocco domenicale nelle «aree critiche»; è niente, anzi è offensivo aver promesso l'auto a idrogeno per il 2005 sapendo benissimo che ciò non poteva accadere.
2) Soprattutto, Formigoni non può prendere in giro i pavesi sostenendo che «si faranno solo le centrali di produzione di energia necessarie». Scusi, presidente, sa o le hanno detto che a Voghera e Sannazzaro sono in funzione o stanno per esserlo due centrali che da sole producono energia pari al 300% del fabbisogno provinciale? E, per favore, dica ai pavesi che questo loro «sacrificio» non andrà a compensare carenze di altre province, perché in tutta la Lombardia si stanno costruendo o ampliando centrali. Questa non è programmazione razionale dell'energia e per un presidente che si picca di essere ministro degli Esteri della Lombardia, ci aspettiamo qualche cosa di più e di più innovativo scientificamente per rispettare il Protocollo di Kyoto.
3) Presidente, ci dica anche quante e quali sono le «autostrade necessarie». Non siamo contro le strade per principio; alcune sono necessarie, ma agevolare il traffico automobilistico e non sviluppare la rete ferroviaria massacrando ogni giorno i pendolari o non favorendo la viabilità sostenibile, non farà diminuire l'inquinamento dell'aria. E poi, è davvero convinto che da Pavia a Mortara il traffico sia intasato? È passato qualche volta da Tromello o da Remondò?
4) Il Parco del Ticino esiste ancora, ma non può essere la ciliegina sulla torta di una Lombardia fatta di sole case e strade. Anche qui, è bene che si sappia: forse i fondi per la sopravvivenza del Parco non vengono tagliati, ma le competenze si: un Parco che non ha poteri su strade, qualità e quantità dell'acqua del fiume, boschi, cave è una scatola vuota.
Sia chiaro: l'attenzione all'ambiente è solo positiva. Ma dall'immagine e dalla politica degli annunci alla sostanza delle politiche ambientali, il passo è lungo.
Massimo Depaoli e Gigi VecchiLegambiente, Pavia