Studenti di sinistra, è presidio

PAVIA. «17 novembre: vino e diritti per tutti. Stand up for your rights! Qualcuno fermi la Moratti». Con questi slogan ha manifestato ieri il Coordinamento per il Diritto allo Studio - Unione degli Universitari, componente studentesca di sinistra. Dalle 15 alle 18, alla Cupola Arnaboldi, presidio-dibattito per discutere e manifestare il dissenso contro il governo. Numerosi gli interventi dal mondo della scuola e dell'Università e microfono aperto. «E per scacciare la tristezza, vin brulè e spuntino per tutti».
«Contro gli attacchi criminosi all'istruzione pubblica - recitava il volantino e scandiva l'altoparlante - per finanziamenti adeguati all'Università e alla ricerca, contro la Morattisofia, per la salvaguardia del diritto allo studio!». Hanno aderito alla manifestazione Sinistra giovanile, Giovani comunisti, Arci, Giovani della Margherita, Folletti Urbani, Corsari.
La data del 17 è stata scelta perchè in concomitanza con il Social Forum di Mumbai e quello di Londra. «Abbiamo colto in questi ultimi giorni la preoccupazione degli studenti - dicono Tito Tiberti e Michelangelo Morganti del Coordinamento-Udu - che la nuova riforma degli ordinamenti didattici proposta dal ministro Moratti ha terminato il suo iter e ben presto sarà applicata. Gli studenti non sono disposti a subire ulteriori cambiamenti nel persorso di studi appena modificato; già la recente riforma ha reso confusi l'organizzazione e gli obiettivi dei corsi di studio e non sarebbe sostenibile un ulteriore ordinamento».
Gli studenti di sinistra chiedono il ritiro delle modifiche al decreto 509 del 1999: «E' inaccettabile l'idea che s'introduca il 'modello a Y" che, sulla scorta della recente riforma della scuola, propone un sistema formativo elitario, che separa i percorsi tra chi deve acquisire la nozionistica formazione professionale e chi è destinato a una"solida preparazione metodologica" utile per le alte professionalità. Tutto questo ovviamente corredato da numeri chiusi adatti a selezionare il percorso obbligato per ogni studente. Per questo non accettiamo questa impostazione e scenderemo in piazza con gli studenti medi, per far sentire al ministro la voce di chi l'Università la vive tutti i giorni». (s. c.)