«Meglio capire che punire Ma senza sottovalutare»
VOGHERA. Ci sarebbe da farci una risata. Ma...«Ma è meglio non sottovalutare certi comportamenti adolescenziali - avverte lo psichiatra Maurizio Ramonda - Perchè oggi quel ragazzino ha lavorato con la fantasia, si è inventato un bel rapimento ma un domani, di fronte a sollecitazioni forti, la fantasia potrebbe tradursi in atti concreti e incontrollati».
Non sottovalutare, dunque, non lasciar correre. Ma, consiglia ancora Ramonda, evitare anche le punizioni severe. «Capire è sempre meglio che punire - sottolinea lo psichiatra - Di un fatto come questo, bisogna parlare al ragazzo con grande serenità, con atteggiamento paterno, per fargli comprendere che ha sbagliato».
Resta un interrogativo: una volta, per schivare un'interrogazione, ci si tappava in un bar di periferia a tirar tardi giocando a biliardo o ci si dava malati; adesso, si inventa un rapimento. «Gli adolescenti - osserva Ramonda - sono bombardati di messaggi e stimoli esterni che li possono indurre a comportamenti sbagliati. Basti pensare a quanto accaduto recentemente nello stesso mondo della scuola, basti pensare al caso del liceo Parini. Oggi la comunicazione è cosi veloce che quell'esempio, per quanto negativo, raggiunge subito l'adolescente e lo può indurre all'emulazione». L'altro aspetto da valutare attentamente, nella vicenda, è la possibile fobia sociale: «Ci sono ragazzi che vivono la scuola come un incubo, per la difficoltà di esporsi in pubblico, la paura di rendersi ridicoli agli occhi dei docenti e dei compagni. E' una patologia che, in età adulta, può sfociare in stress e disturbi emotivi».