«Gli abitanti possono stare tranquilli»
MORTARA. «E' vero che abbiamo avvertito la popolazione in ritardo, e cosi c'è stato poco tempo per metabolizzare la notizia, ma non c'è stata intenzionalità: tanto che abbiamo intenzione di fare altri incontri con gli abitanti, in collaborazione con il parroco padre Nunzio De Agostini». Beppe Calicchio, vicedirettore della Caritas diocesana, risponde cosi agli abitanti della frazione Casoni di Sant'Albino. Alcuni di loro hanno manifestato malcontento di fronte all'inaugurazione, avvenuta sabato, del centro Caritas «Il cortile», destinato ad accogliere famiglie disagiate, insieme a detenuti ed ex detenuti.
«Vorrei sottolineare alcuni aspetti della struttura che possono tranquillizzare i residenti: in primo luogo, il centro ha un custode, una persona su cui si può fare grande affidamento - continua Calicchio - Inoltre, ci saranno tre operatori che seguiranno i percorsi di reinserimento delle famiglie scelte per abitare in questa struttura che, vorrei ricordare, è destinata anche a detenuti ed ex detenuti, ma non soltanto a loro: inoltre non si tratterà di delinquenti incalliti, ma di persone che hanno fatto degli errori a cui vogliono rimediare. Sarà comunque fatta una selezione, con una valutazione rispetto al loro percorso in relazione a questa struttura».
E la scelta della frazione non è stata casuale: la casa natale di monsignor Portalupi è stata utilizzata allo scopo di accogliere persone in difficoltà, ma che avessero già intrapreso un percorso di reinserimento nella società, proprio perché nei piccoli centri è più facile stringere rapporti con gli altri che nelle città, grandi o piccole che siano.
L'accoglienza comunque, almeno da parte di alcuni abitanti, è già stata positiva: «Quando abbiamo presentato l'iniziativa, alcuni abitanti si sono offerti di collaborare, portando a chi andrà ad abitare alcuni prodotti della campagna - continua - il nostro scopo è anche quello di responsabilizzare chi abiterà in questa casa, su cui abbiamo investito molto, e che speriamo possa essere accogliente per molti». (s.m.)