Veltri: primarie anche a Pavia
I segretari cittadini dei partiti di centrosinistra, interpellati dalla Provincia, hanno risposto nel merito della proposta di Grande Alleanza Democratica (GAD) che avevo avanzato anche per Pavia. Questo è positivo, ma alcuni, come si diceva ai miei tempi, sono andati fuori tema. Chi andava fuori tema, non necessariamente faceva un brutto tema, ma scriveva un tema diverso da quello richiesto.
Perchè fuori tema? Per la semplice ragione che io non ho chiesto il permesso ad alcuno di fare politica a Pavia, dal momento che dipende solo da me, e nemmeno ho chiesto di aggiungere un posto a tavola.
Ho solo proposto la strada maestra, già praticata in molte città, per vincere le elezioni amministrative, il che non è scontato, e governare bene Pavia. E cioè, la costruzione pubblica e trasparente, di una alleanza di partiti e di movimenti che richiede la discussione e la decisione comune delle procedure (Primarie? Sondaggi?) per la selezione del candidato sindaco, in grado di vincere, governare e garantire un lavoro a tempo pieno, del programma e di alcune regole.
Chiedo troppo? Non mi pare. Insieme si potrebbe anche valutare l'opportunità di presentare una lista unitaria nel nome di Prodi che costituirebbe la novità pavese dopo i tanti tentativi falliti alle europee.
Poichè accenno al programma e alle regole, faccio qualche esempio concreto. Nel centrosinistra, in consiglio comunale e in città, nei mesi scorsi, si sono manifestati dissensi sulla politica urbanistica e più specificamente sul contenimento dell'espansione della città e sul modo in cui si può valorizzare il centro storico mantenendo la residenza, le attività commerciali e artigianali che nei secoli vi si sono sviluppate e limitandone il traffico privato. La mia posizione sulla grande distribuzione e sul fiorire di supermercati, è nota e sono stupito quando leggo che il presidente dell'Ascom, Aldo Poli, si preoccupa più dei parcheggi di mezza Piazza Botta che di una ventina di supermercati grandi e piccoli nati come funghi.
Mi soccorre in questo ragionamento quanto sta avvenendo in America e quanto deciso dalla giunta Veltroni. Sul Corriere della Sera a proposito della Walt-Mart, la più grande catena di supermercati del mondo, che pratica in assoluto i prezzi più bassi, Massimo Gaggi, vice direttore del giornale, scrive che i megacentri commerciali provocano «la scomparsa di mille piccoli negozi che finisce per disertificare anche le cittadine dell'America rurale» e comincia a preoccupare tantissima gente. Eppure l'America non ha centri storici da salvaguardare e da valorizzare.
La giunta Veltroni, a sua volta, ha deciso di bloccare tutti i supermercati perchè sconvolgono il tessuto del centro storico di Roma, che è molto più grande del nostro. Pavia ha bisogno di un Progetto che utilizzi la sua straordinaria posizione naturale, il grande patrimonio architettonico, le aree di eccellenza che ci sono nell'Università e nel San Matteo, per incentivare il Turismo e la Ricerca applicata a settori produttivi con alto valore aggiunto.
L'Amministrazione comunale ha il compito di promuovere il Progetto e di chiamare a collaborare, fin dalla fase della ideazione, tutte le altre istituzioni, le forze economiche e sindacali, il volontariato e la società civile.
Un altro capitolo del quale sarà necessario discutere seriamente è quello dei servizi. Leggo sulla Provincia che il presidente dell'Isu vorrebbe trasformare l'Istituto per il diritto allo studio in una fondazione di diritto privato e che i dipendenti si oppongono. Anche il Comune ha portato all'esterno molti servizi. Tra di essi i più delicati sono quelli alla persona: all'infanzia e agli anziani. La motivazione è stata il contenimento dei costi. L'esperienza ventennale richiede una verifica seria di costi, della idoneità del personale e della qualità dei servizi, non viziata da condizionamenti ideologici.
Infine, le regole. Sulla Provincia del 12 novembre (pag. 31) è pubblicata una spartizione in grande stile maggioranza-opposizione, del consiglio di amministrazione del «Polo Logistico» di Mortara. Credo che la decisione non rimpirebbe di gioia Romano Prodi il quale, dopo l'astensione alla Camera su un articolo di legge riguardante il federalismo, ha dichiarato che con la maggioranza non bisognava votare nemmeno, «una virgola». E poi, non si pensa che la moltiplicazione di società di ogni tipo, con relativi consigli di amministrazione, rischia di far lievitare a dismisura i costi della politica?
Per concludere: se si chiedono a Roma Primarie, Programma e Regole, condivise, forse è il caso di farlo anche a Pavia.
Elio Veltri