Seminativi, la Regione paga

PAVIA. La Regione liquiderà a 3 mila aziende agricole della provincia di Pavia un totale di 14 milioni di euro come contributo per la Pac (Politica agricola comunitaria) seminativi. Lo annuncia il pavese Carlo Nola (An), capo di gabinetto dell'assessorato regionale all'agricoltura nonché assessore provinciale ai Trasporti: «Siamo soddisfatti per essere riusciti, tramite il nuovo organismo pagatore regionale voluto dall'assessore Beccalossi, a liquidare entro il primo giorno utile consentito dalla normativa comunitaria il saldo dei premi Pac seminativi, escluso il riso. Questa tipologia di sostegno rientra nel cosiddetto 'primo pilastro" della politica agricola comunitaria, cioè quello inerente gli aiuti al reddito agricolo che, fino a gennaio 2005, data di entrata in vigore della nuova politica agricola comunitaria, consisterà nel pagamento di premi 'accoppiati" a un determinato tipo di coltura o allevamento.
Nel complesso la Regione Lombardia liquiderà, a circa 30 mila aziende agricole lombarde, 200 milioni di euro di contributi della Pac seminativi, fondamentale misura comunitaria di aiuto al reddito agricolo. Il fatto che solo il 7% sia andato alle aziende della provincia di Pavia (che «pesa» per oltre il doppio a livello regionale come numero di imprese e superfici coltivate) si spiega con il fatto che è escluso il riso, produzione largamente maggioritaria nel nostro territorio.
«La nostra regione oggi interpreta le misure di sostegno comunitario attraverso l'organismo pagatore - aggiunge Nola - strumento con il quale eroga i fondi comunitari e grazie al quale puntualità e trasparenza nei pagamenti sono diventate ormai la norma. Questa esperienza ci spinge alla ricerca e allo sviluppo continuo di applicazioni amministrative sempre più vicine e coerenti con le aspettative degli agricoltori, soprattutto in vista dell'imminente entrata in vigore della nuova politica agricola comune».
«L'obiettivo principale della vicepresidente Beccalossi - insiste Carlo Nola - è quello di utilizzare la totalità delle risorse europee disponibili, per mettere a disposizione delle aziende agricole lombarde i mezzi finanziari necessari a sviluppare competitività e redditività aziendale. E tutto ciò in uno scenario comunitario agguerrito, dove è indispensabile tutelare e promuovere l'eccellenza di quelle produzioni che conferiscono alla Lombardia il primato agroalimentare italiano. Un primato scandito da fatti concreti, da numeri che ci dicono come la Lombardia sia in assoluto la prima regione italiana nella produzione delle carni bovine e suine, in quella del latte, del riso e del mais, ovvero, in quelle produzioni che da sempre costituiscono un riferimento per tutto il settore agroalimentare. Una leadership che riguarda anche la qualità. Quando una famiglia si siede a tavola e consuma un prodotto lombardo sa da dove arriva, potendo risalire alla filiera che lo ha generato e può constatarne l'ottimo livello qualitativo».