Europa e Stati Uniti secondo Sergio Romano
VOGHERA.Circolo 'Il ritrovo" gremito per l'incontro con Sergio Romano, promosso dal Lions Club Voghera La collegiata, in inter-meeting con il Lions Club Voghera Host, il Rotary Club Voghera in collaborazione con il circolo 'Il ritrovo". L'ex ambasciatore, oggi una delle firme di maggior prestigio del Corriere della Sera, ha analizzato i rapporti tra Stati Uniti ed Europa dopo la vittoria di Bush. Rapporti, quelli tra l'unica superpotenza rimasta e il Vecchio Continente, difficili e resi tali dalle diversità culturali. Ma quando comincia il divorzio tra Usa e Europa? «Subito dopo la fine della guerra fredda - ha spiegato Romano - Per gli Stati Uniti la fine del bipolarismo significò la fine dei condizionamenti, dei lacci e lacciuoli di cui era fatto il rapporto con la superpotenza rivale». Agli inizi degli anni Novanta, dunque, l'America si senti in grado di esplicitare, senza limitazioni di sorta, la propria forza economica e militare. Sergio Romano ha anche affrontato il tema della guerra in Iraq: «Una guerra asimmetrica, da una parte i soldati meglio armati del mondo, dall'altra ribelli che non hanno nulla. E che, pertanto, colpiscono sotto la cintura». L'ex ambasciatore, autore di molti libri di successo, ha descritto Bush come «un vero provinciale, un paradosso se si considera che proviene da una delle famiglie più aristocratiche della costa orientale». L'America di Bush è autarchica, autosufficiente, incline all'unilateralismo. E poco disposta al dialogo con la Ue.