Mancini si ribella: «Abbiamo un'identità» La mossa di Arrigoni: «Isolare Adriano»

CAGLIARI.Roberto Mancini torna in panchina dopo la squalifica, ma potrebbe quasi farne a meno visto che la formazione questa volta la decidono gli assenti. Con solo 18 giocatori a disposizione l'Inter cercherà di guarire a Cagliari dalla sindrome pareggi. «Mi ha dato fastidio - spiega - che si dica che la squadra non ha una identità, non è vero. Quest'Inter ha cambiato mentalità e ha un gioco. Non ci ha agevolato l'aver cambiato spesso e siamo stati penalizzati dai risultati, che hanno influito sui giudizi anche quando giocavamo bene». Oggi, oltre ai già indisponibili Veron (risentimento muscolare) e Cambiasso (squalifica), mancheranno Van der Meyde (problema muscolare) e Davids (pubalgia). In attacco non ci sono Vieri, Cruz e Recoba. Adriano e Martins copia d'attacco obbligata, c'è Meggiorini della Primavera.
«Mancano molti giocatori - continua Mancini -, ma ho comunque calciatori bravi da mettere in campo. Quanto a Recoba impegnato con la sua nazionale, avessi potuto decidere sarebbe partito dopo la gara di Cagliari, ma lui doveva essere per forza in Sudamerica cinque giorni prima della partita di qualificazione. Stankovic? Dopo la squalifica è ora che si carichi la squadra sulle spalle».
E il Cagliari? Gli isolani non schierano l'attaccante David Suazo per un problema muscolare. Al suo posto giocherà Antonio Langella, ala sinistra vecchio stile. In regia torna Massimo Brambilla, guarito dall'infortunio al polpaccio, mentre Conti è squalificato. La difesa rossoblu non subisce reti da due partite, ma l'allenatore Daniele Arrigoni fa il prudente: «Dobbiamo intercettare il gioco a metà campo per tagliare i rifornimenti ai loro attaccanti». Fermare Adriano è il problema. «Come fare? Bisognerebbe fargli arrivare il meno possibile la palla ha risposto il tecnico rossoblu - in quelle zone del campo dove diventa devastante». Ne nascerà un pareggio?