Il traliccio resiste al Codacons
STRADELLA. Sfumata la possibilità di tentare azioni legali perseguibili ai fini della rimozione da parte dell'amministrazione comunale di Stradella, adesso si cerca di stimolare altre soluzioni. L'oggetto del contendere è sempre il traliccio-antenna per la telefonia mobile costruita poco più di un anno fa in zona Ricanata, nel comune di Stradella, una delle zone di maggior pregio urbanistico. Tante le apprensioni sul piano ambientale e del rischio inquinamento.
«L'amministrazione è sempre stata sensibile a questo problema e l'ha dimostrato avviando anche consulenze legali e dando incarico alla Codacons che si è avvalso di tecnici specializzati, ma allo stato attuale non esistono margini perchè il Comune possa tentare altre azioni». Lo ha detto ieri mattina il sindaco Pierangelo Lombardi, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte anche l'assessore all'urbanistica Antonia Meraldi, l'assessore ai lavori pubblici Agostino Mazzocchi e Gianni Ambrosini e Ottavio Magnani, in rappresentanza del Codacons. Un incontro organizzato per fare il punto su una questione che tiene banco da diversi mesi, ma anche per ribadire che il «braccio di ferro» con il gestore della telefonia mobile proprietario dell'impianto, prosegue. «Preso atto che, il tecnico nominato dopo un attento studio sul manufatto ha rilevato che non sussiste impatto paesaggistico rispetto alle norme di legge e o l'emissione di onde elettromagnetiche è di gran lunga al di sotto della soglia massima consentita - ha comunicato Ambrosini - stiamo perseguendo altre vie». Ma quali? «Innanzitutto, il nostro ufficio legale ha già predisposto tre opzioni, ma occorrono inevitabilmente tempi tecnici per evitare di sprecare tempo e denaro pubblico» ha spiegato il rappresentante di Codacons. In pratica adesso si punta sull'incostituzionalità della legge, sulla scorta di una serie di sentenze acquisite; sull'impatto paesaggistico, causa che potrebbe essere sostenuta dai privati che insistono su un'area di pregio urbanistico ma deturpata dal traliccio; oppure, in ultima ipotesi, puntare sulla questione sanitaria. «Quest'ultima potrebbe essere la via più debole visti i parametri di emissione particolarmente bassi, anche se - ha aggiunto Ambrosini - non vorremmo che queste antenne, fra qualche anno si rivelassero un altro mostro come l'amianto». A tutela della salute dei cittadini, il Comune sta valutando la possibilità di commissionare ad un'azienda specializzata rilevamenti costanti. E, nel corso dell' incontro di ieri, qualcuno ha comunque fatto notare che, come sempre accade in casi del genere, l'antenna è stata installata su un'area privata con regolare contratto stipulato tra gestore e proprietario che si garantisce una rendita economica a lunga scadenza.
Pierangela Ravizza