La promessa: «Torneremo a New York per fare meglio»

PAVIA.Cartoline da New York. Altri pavesi sono tornati dalla maratona più affascinante del mondo. «Avevamo pettorali attorno al 48.000 per cui all'inizio abbiamo camminato - racconta il pavese Pierfrancesco Jelmoni, in gara con Claudio Gabba e Matteo Lodola - . Solo dopo 19' siamo passati davanti allo start. Alla fine ho chiuso in 4h40', ma ho perso tempo a sorpassare persone più lente che erano partite prima». E l'atmosfera? «Il clima era stupendo, da primavera inoltrata, tanto che ad ogni riferimento era obbligatorio bere - continua Jelmoni - . Ogni quartiere attraversato ha dato il meglio di sé per starci vicini, ma ho capito che la maratona è un'occasione per restare soli con se stessi perché ognuno ha il suo passo. Io Gabba e Lodola siamo partiti insieme, poi ognuno ha fatto la propria gara, ma era come se ci fosse un filo che ci legava. Alla fine eravamo stanchi ma non distrutti e a cena ci siamo ripromessi di tornare».
Lodola è stato il più veloce dei tre: ha chiuso in 3h49'. «Siamo arrivati alle 6.30 nella zona della partenza ed abbiamo aspettato più di 3 ore. Avendo indicato 5h30' come tempo previsto siamo stati rallentati dagli altri concorrenti, solo sulle avenue siamo riusciti a correre - racconta - . Ci davano gli intertempi: dopo 10 chilometri, a metà gara e a 10 chilometri dalla fine. Ho visto la mia classifica migliorare: da 9.200esimo a 7000esimo, infine 3.226esimo. Il lunedi abbiamo comprato il New York times, che riportava l'elenco dei partecipanti. In quel giorno stabilisce il record mondiale di vendite. Ci siamo ripromessi di tornare. Per prepararci faremo la maratona di Roma, il 31 marzo».
«Un emozione incredibile, unica nel suo genere: due milioni di persone che ci hanno incitato lungo tutto il percorso. Ogni volta che ci ripenso, mi vengono i brividi». Cosi racconta la sua esprienza alla maratona di New York, Fabrizio Romanato, uno dei toronesi che hanno partecipato all'evento per conto della palestra «American Club». Insieme a lui Fiorenzo e Paolo Piccinini, di Castellar Guidobono, e i tortonesi Daniele Re, Maurizio ed Elisa De Gaspari ed Alessandro Scrobogna. All'arrivo, il migliore in assoluto è stato Fiorenzo Piccini che ha coperto la distanza in 3h19', giungendo al 291 posto. 3h33" invece per Paolo Piccinini. Risultato sportivo a parte, contava l'esserci: «La maratona di New York - coclude Romanato - è qualcosa di unico: la gente ti incita e ti aiuta a continuare anche quando non hai più fiato. E' presente ad ogni angolo del percorso. Non ho mai corso con l'accompagnamento di venti orchestri. E' stata un'esperienza indimenticabile».