Vertice europeo per il Museo Elettrico
PAVIA. Un convegno internazionale per valorizzare il patrimonio del Museo della Tecnica Elettrica. Sarà venerdi nella sala del consiglio di amministrazione dell'Università alle 15. Lo organizza il Centro interdipartimentale di ricerca per la storia della tecnica elettrica, diretto da Antonio Savini. Il tema: 'Storie di oggetti, di ingegneri e di fabbriche dall'analisi del patrimonio industriale elettrico nel Museo".
Il convegno, curato da Antonio Savini e da Brian Bowers del Science Museum di Londra, è rivolto a chi opera nei, e per i, musei della scienza e della tecnologia ma anche a chi, più in generale, è interessato all'archeologia industriale e a conoscere l'impatto della tecnologia elettrica sulla vita comune nel corso degli ultimi due secoli, con particolare riferimento a Pavia e al suo territorio.
«Il Museo - spiega il direttore Savini - è completato nella costruzione dell'edificio, che sorge al Cravino in via Ferrata 1. Ora sono in corso le operazioni di allestimento. Esso conterrà fondamentalmente tre collezioni. La prima è la collezione di apparecchiature e strumentazioni elettriche che l'Università ha acquisito nel corso degli anni e che ha raggiunto qualche migliaio di pezzi. La seconda è la collezione che costituiva il Museo Enel dell'Energia Elettrica, presso la sede romana, e che l'Università ha acquisito in comodato dall'Enel, composta da macchinari e strumentazione che riguardano la produzione e l'utilizzazione dell'energia elettrica. La terza collezione che confluirà nel Museo è quella che costituiva il museo delle telecomunicazioni Sirti, composto da migliaia di pezzi nel settore delle comunicazioni».
«In questi giorni - continua il direttore Savini - e fino al 31 dicembre è aperta a Genova la mostra 'Per fili e per segni", alla Fiera del Mare, che illustra la storia delle tecnologie dell'informazione delle comunicazioni in Italia. Il Museo di Pavia ha prestato per questa esposizione genovese un cospicuo numero di reperti».