La Banca Popolare di Lodi si accolla anche le obbligazioni della Necchi
PAVIA. La Banca Popolare di Lodi stringe i tempi sul progetto di fusione tra Necchi e Bormioli: ieri il consiglio d'amministrazione ha deciso l'accollo di 28,1 milioni di euro di debiti che gravano sui bilanci Necchi. Ai 12,8 milioni di esposizione nei confronti della stessa Lodi si aggiungono infatti i 15,3 milioni di obbligazione che Necchi deve rimborsare ad aprile.
In questo modo la spa guidata da Giampiero Beccaria si è quasi interamente liberata del pesante fardello di debiti che l'aveva portata a un passo dal fallimento. Tecnicamente l'operazione avverrà nel modo seguente. Di 6 milioni di debiti il cda della banca ha deliberato la remissione: in poche parole c'è la rinuncia al credito verso Necchi, senza alcuna contropartita.
I restanti 6,8 milioni di debiti verso la Popolare di Lodi per finanziamenti concessi verranno estinti in cambio di azioni Necchi di nuova emissione, nell'ambito della fusione con Bormioli. L'accordo con la spa pavese (da perfezionare entro novembre) riguarderà poi, spiega una nota, anche le obbligazioni Necchi con scadenza 2005: «In particolare, secondo le linee approvate dal cda, il gruppo Bipielle si impegna a acquistare le obbligazioni Necchi in circolazione attraverso un'offerta pubblica volontaria entro il mese di dicembre sulla totalità delle obbligazioni in circolazione. Il prezzo sarà pari al valore nominale, maggiorato del rateo interessi maturato». In sostanza i 15,3 milioni di obbligazioni più i 6,8 milioni verranno quindi convertiti in azioni. La stipula dell'accordo, conclude la nota, «sarà idonea a garantire alla società Necchi l'equilibrio patrimoniale necessario per realizzare l'operazione di integrazione con la Bormioli finanziaria, che comporta la creazione di un soggetto quotato operante nel settore industriale».
La Popolare di Lodi controlla a sua volta il gruppo Bormioli tramite la holding Bormioli Finanziaria. Sull'altro fronte, la banca esercita ormai da molto tempo un ruolo determinante nelle vicende della Necchi, della quale possiede il 7.5%.
Questo vorticoso giro di milioni scaricati da Necchi sulla Lodi serve dunque soltanto a ripulire i conti della società pavese in vista della fusione. Necchi deve essere formalmente a posto per rientrare in Borsa (da un anno il titolo è escluso dalle contrattazioni in seguito alle turbolente vicende finanziarie) e superare l'esame della Consob. Di recente la stessa Necchi è tornata a rivedere il bilancio del 2002, accogliendo tutte le osservazioni della Commissione di Borsa in modo da estinguere il contenzioso in atto dopo l'impugnazione dei conti 2002 da parte della stessa Consob.
Per effetto della fusione nascerà una sorta di «nuova Necchi» con l'apporto della Bormioli: il gruppo parmense attivo nella produzione di contenitori di vetro e plastica ha un fatturato oltre venti volte superiore a quello della stessa Necchi.
Al termine dell'operazione, che comporterà un aumento di capitale riservato ai soci Bormioli, la nuova Necchi sarà controllata manco a dirlo dalla Popolare di Lodi. La Necchi ha convocato per il 24 dicembre l'assemblea degli azionisti che dovrebbe dare il via libera al progetto di fusione. (l.si.)