Parietti: «Sono rinata dopo questo incidente»
MODENA. «Il 4 novembre è il mio nuovo compleanno. Giovedi sera è stata la mia seconda nascita. Ho avuto la sensazione che finisse una vita e ne cominciasse un'altra»: nella sua stanza d'ospedale, Alba Parietti il mattino dopo fa ancora fatica a credere di essere uscita viva insieme al suo compagno Giuseppe Lanza di Scalea dallo spaventoso incidente stradale contro un Tir.
L'auto su cui stavano viaggiando verso Roma. è stata ridotta a un groviglio di lamiere. «Bastava che la macchina finisse sotto il camion pochi centimetri più in là e saremmo morti», racconta con la voce ancora flebile dopo aver passato tutta la notte fra le Tac e gli esami di ogni tipo a cui l'hanno sottoposta i medici del Policlinico di Modena: «Mi sono trovata improvvisamente intrappolata fra le lamiere contorte in uno spazio di 10 centimetri e sentivo Giuseppe che si lamentava, ma non potevo né toccarlo, né vederlo perché una barriera di lamiere mi divideva da lui. Perdevo sangue dalla testa e vedevo tutto il sangue schizzato sotto il camion».
Pian piano le affiorano alla mente le immagini che ha visto appena ha riaperto gli occhi dentro l'abitacolo schiacciato sotto il Tir, dopo essere svenuta al momento dello scontro con il camion: «Abbiamo perso conoscenza tutti e due, poi ci siamo ripresi ma sentivo Giuseppe che si lamentava e delirava». Ancora spaventata, stordita e dolorante, ricorda: «Eravamo partiti da Milano dove avevo finito di registrare la puntata di 'Il gioco dei 9' e stavamo andando a Roma perché devo arredare la casa che ho appena acquistato. Eravamo allegri e avevamo prenotato un ristorante di Barberino per cenare. Con Giuseppe stavamo parlando di Arafat - racconta Alba - e di colpo ci siamo trovati il camion bloccato di traverso che occupava tutte le corsie. Ho avuto la sensazione che stesse sorpassando e ho visto che ci tagliava la strada ma i miei ricordi finiscono li. Qualcuno mi ha detto che ha anche tamponato un altro camion». Poi la paura, il sangue, il fischio delle sirene, le luci delle ambulanze e le immagini dei primi soccorritori che tagliano le lamiere per tirarli fuori: «Giuseppe era in stato confusionale e diceva che nel sedile dietro c'era sua figlia di 9 anni. E' appena tornato da un viaggio con lei e nel delirio credeva che sua figlia fosse con noi in macchina: 'tirate fuori la bambina, tirate fuori la bambina', implorava i soccorritori». Alba invece non ha perso la testa e nonostante lo spavento, la botta, il sangue e il dolore, è riuscita a tranquillizzare subito il figlio e poi la madre. Vivi «per miracolo», Alba Parietti e il fidanzato se la sono cavata con 20 giorni di prognosi lei e 30 lui.