«E' eccessiva l'espulsione per un anno»

VIGEVANO.Al liceo Parini di Milano, 22 insegnanti chiedono l'espulsione per un anno degli studenti che hanno confessato di aver causato l'allagamento della scuola.
Che cosa ne pensano i docenti vigevanesi? Elena Gorini lavora in carcere, dove insegna materie lettarie per l'istituto Casale. «Espellere dalla scuola per un anno questi ragazzi e dare la possibilità di frequentare un'altra scuola non credo abbia senso - commenta - Già per le famiglie il dover pagare i danni è una significativa punizione che ricade inevitabilmente anche sugli stessi studenti. Più che un'espulsione, metterei questi ragazzi a disposizione della scuola per lavori socialmente utili. Per un anno intero, un giorno alla settimana potrebbero rimanere a disposizione della scuola per effettuare determinati servizi. Sarebbe un tipo di espiazione costruttiva e permetterebbe di riflettere concretamente su quello che hanno combinato». La sospensione di un anno invocata da 22 professori del liceo Parini sembra troppa anche alla collega Maria Luisa Baldi, docente all'istituto di via Ludovico il Moro.
«Non credo si possa andare contro lo statuto degli studenti - precisa - Una cosa è comunque certa: le regole vanno rispettate. Oggi, purtroppo, molti ragazzi non lo fanno. Regole che vanno da un abbigliamento decoroso alla puntualità. C'è troppo lassismo e un segnale bisogna darlo. Chi sbaglia deve pagare, ma un anno mi sembra troppo». Contraria alla super sospensione anche Mirella Sartoris, docente all'istituto professionale Roncalli: «Le famiglie dei ragazzi già pagano i danni - dice - Credo che una sospensione di quindici giorni possa bastare. I ragazzi inoltre si sono assunti la responsabilità di quello che hanno fatto. Il resto è una questione che dovranno vedersi all'interno della famiglia».
Per Elena Crosio, professoressa dell'Itis Caramuel «il disastro che hanno combinato è notevole. Avrebbero dovuto riflettere, ma non credo che la sospensione per un anno possa risolvere qualcosa. E' un gesto macroscopico quello che hanno compiuto, ma una punizione cosi eccessiva non mi sembra utile». Contraria alla sospensione per un anno intero anche la collega dello stesso istituto, Graziella Capucci.
«Per affrontare una pena cosi severa - precisa - i ragazzi dovrebbero trovare dentro se stessi le risorse psicologiche necessarie, e non è facile. Un anno è una pena eccezionale. Questi adolescenti per riscattarsi o diventano eroi o rischiano di autodistruggersi. Come fanno a trovare le risorse per affrontare una simile punizione? Va poi posta un'ulteriore questione: quello che hanno fatto era intenzionale?».
Massimo Sala