Barattolo-bis, processo e nuove tensioni
PAVIA. Ricostruito, ieri in aula, l'assalto degli skin alla Ford Fiesta di Flavio Vanetti, coordinatore dei giovani comunisti. E' la 'coda" giudiziaria del raid serale al Barattolo avvenuto un anno e mezzo fa. Quattro skin sono comparsi davanti al giudice: Marco Rossella, Luca Battista, Mauro Santagostino e Luca Oriani. Il processo, dopo l'esame di alcuni testimoni, è stato rinviato al sedici dicembre. I quattro sono accusati di danneggiamento e di violenza privata aggravata.
La prima udienza del processo agli skin si è svolta in un clima piuttosto teso per la presenza, davanti all'ingresso del tribunale, di una ventina di 'teste rasate" e di un gruppo di giovani comunisti. Le due fazioni si sono fronteggiate solo verbalmente. Lo scontro fisico è stato evitato grazie ad un robusto servizio di sicurezza diretto dal vice-questore Biagio Sivo e dal capitano dei carabinieri Antonio Massaro. Una cinquantina di uomini, tra militari e poliziotti, hanno impedito che le due fazioni venissero a contatto. Un servizio d'ordine che ha incuriosito sia il personale degli uffici giudiziari che gli avvocati e le decine di passanti che, ieri mattina, hanno affollato corso Cavour. Il centro cittadino è stato 'blindato" per un processo che rischiava di far riaffiorare rivalità mai sopite.
I quattro imputati sono arrivati in tribunale verso le 8.30 del mattino e si sono accomodati davanti all'ingresso dell'aula delle udienze, al piano terra. Due ore di attesa e poi l'inizio del processo. Un inizio contraddistinto dalla richiesta di uno dei difensori di rigettare l'istanza di costituzione di parte civile, presentata dai legali di Flavio Vanetti, per un presunto difetto di forma. Ma il giudice Lambertucci ha respinto la richiesta e cosi si è passati all'esame dei testimoni. Testimoni che erano agenti di polizia in servizio la sera del 28 marzo del 2003, giornata dell'assalto al barattolo.
«Ho sentito suonare il clacson di una vettura - ha spiegato un ispettore della Digos in servizio quella sera in via Dei Mille - ed ho visto quella Ford Fiesta che stava arrivando. Si è fermata ed è ripartita ostacolata da un gruppo di manifestanti in mezzo alla strada. Poi hanno colpito l'auto con calci e pugni ed una persona ha centrato con un calcio il finestrino posteriore destro».
L'ispettore ha poi raccontato i particolari dell'intervento della polizia che ha 'salvato" Flavio Vanetti e la ragazza austriaca seduta sul sedile posteriore, in posizione diagonale rispetto al conducente.
Sono stati poi sentiti altri testimoni tra cui una poliziotta della Digos che, nel parapiglia, è stata colpita ad uno zigomo. Gli avvocati della difesa hanno cercato di ricostruire la posizione ed i movimenti precisi della Ford nel tentativo di dimostrare la provocazione da parte di Flavio Vanetti. Durante la prossima udienza sarà ascoltata la ragazza austriaca che era sulla Fiesta. La sua testimonianza è molto importante: alcuni skin avevano anche cercato di trascinarla fuori dalla vettura. Intanto Luca Oriani, uno degli imputati, ha ottenuto la revoca degli arresti domiciliari.