Poca creatività: Milano bocciata dalla Bocconi

MILANO.La Bocconi boccia Milano. Contro ogni aspettativa e luogo comune, il capoluogo lombardo non è infatti la capitale d'Italia della creatività. Davanti a lei, secondo una ricerca dell'ateneo milanese anticipata dal settimanale L'Espresso, ci sono Roma, Genova e Trieste. La classifica, frutto di uno studio del presidente della Scuola di direzione aziendale, Severino Salvemini, insieme a Rossella Cappetta e Alessandra Carlone, è stata stilata calcolando la presenza degli operatori creativi in percentuale sulla popolazione attiva. Se la creatività milanese va ridimensionata, anche l'Italia non se la passa particolarmente bene. La ricerca evidenzia che i creativi in Italia sono il 16% della forza lavoro italiana (secondo il censimento del 1991), contro il 30% degli Usa (sulla base, però, dei dati del 1999). Peggio ancora se si guarda ai 'supercreativi": solo il 4% nel nostro Paese contro l'11% degli Stati Uniti. La differenza temporale, sostengono però i ricercatori, non inficia i risultati dell'analisi: gli spostamenti nel campo della creatività avvengono lentamente e anche ipotizzando una risalita nel periodo considerato la distanza con gli Usa resterebbe considerevole. Lo studio considera i creativi come una vera e propria classe, in ossequio alle teorie del docente americano Richard Florida. Secondo lo studioso, la classe creativa è rappresentata da coloro che producono 'qualcosa di nuovo e utile" nel normale svolgimento del proprio lavoro. In Italia la classe creativa si concentra nelle città: primeggia Roma di 6 punti percentuali sopra la media nazionale.